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14 aprile 2014 / miglieruolo

Contro “…la svolta autoritaria”

preso dal blog: http://rossland.blogspot.it/,

in quanto lo condivido in toto, con un sola riserva: l’impegno a non pubblicare altri post fino a che i vari presidenti che pretendono di rappresentare tutti mentre in realtà rappresentano solo una parte della nazione (una parte minoritaria) non decideranno di desistere dai loro intenti autoritari. Costoro non desisteranno mai. E’ nella loro natura e più ancora nella natura delle forze non tanto occulte per le quali lavorano (la finanza) perseverare nella demolizione della democrazia italiana. Non darò loro la soddisfazione di mettermi a tacere. Parlerò per denunciare le loro malefatte, il pericolo estremo che costituiscono per il paese. Almeno finché consentiranno al dissenso di manifestarsi.

Se non li fermiamo non sarà ancora per molto.

Mauro Antonio Miglieruolo

***

Questo blog aderisce e condivide l’appello “Verso una svolta autoritaria” e non pubblicherà alcun’altro post fino a che il Presidente del Consglio e il Presidente della Repubblica non si fermeranno dal proseguire verso la svolta autoritaria ricordata nell’appello stesso.
L’intento è quello di iniziare una conta a smentita di quanto afferma il Presidente del Consiglio Matteo Renzi quando dice che, sulle riforme da lui e dal suo governo volute a tempi forzati, e per di più in assenza di voci contrarie e di ogni discussione:
“E’ fondamentale” che si arrivi all’approvazione della prima lettura del disegno di legge “entro il 25 maggio, entro le elezioni europee“. ”I nomi e i cognomi di chi vuole bloccare il cambiamento li dirò alla fine della votazione” sul ddl riforme ma “saranno minoranza al Senato e nel Paese”. “Credo che ce la faremo” aggiunge. Ecco, sfido il Presidente del Consiglio a dimostrare che a “bloccare il cambiamento” è “una minoranza del Paese”.
Se ogni blog si ferma e mette in homepage questo appello, sarà davvero dura affermare che le riforme che vuole lui le vuole “il Paese”.

Credo non si possa tacere e che non sia possibile accettare che a decidere sia un governo non eletto e arrogante al punto da pretendere di rappresentarlo zittendolo.

Faccio inoltre mie, insieme all’appello, le parole con cui lo condivide oggi Giulietto Chiesa su Megachip:
Aderisco e condivido integralmente. Manca soltanto la denuncia delle responsabilità del Capo dello Stato che, di una tale svolta autoritaria è stato, più che complice, artefice. Non so se, e quando, verrà il tempo della giustizia, ma dobbiamo dire che, se riusciremo a farlo tornare, ci impegnamo a cancellare lo stravolgimento della Costituzione, che viene attuato da organi senza legittimazione, che agiscono con la complicità della forza e dell’inganno. —–

Promemoria in attesa del 25 aprile (che voglio capire come possa un re ancora oggi dirsi antifascista e posare alloro mentre insieme, convintamente, spinge perché ciò che è stato torni una nuova realtà)
Nascita di una dittatura in 7 punti (il resto lo trovate qui):
1.1922: Il primo governo Mussolini, al quale partecipano anche ministri liberali, ottiene il voto di fiducia di un ampio fronte parlamentare che va dalla maggioranza dei liberali al partito popolare (306 voti favorevoli e 116 contrari). Utilizzando i poteri costituzionali… (già, fu eletto anche con i voti dei popolari e dei liberali. Dice niente?)
2. …rafforzamento del potere esecutivo, indebolimento delle prerogative del Parlamento… (ma va???)
3. …nel 1923, viene approvata una nuova legge elettorale, la legge Acerbo, che elimina di fatto il sistema proporzionale fissando un premio di maggioranza pari ai 2/3 dei seggi per la lista che ottiene più del 25%.  (tenuto conto che allora non c’era la potenza di fuoco attuale di media al servizio del regime e che i partiti erano molti più di oggi, con l’attuale premio di maggioranza sono riusciti a far perfino peggio)
4. …alla Camera dei deputati, del resto chiusa per lunghi periodi agli oppositori, i fascisti, non permettevano praticamente più di prendere la parola. Mussolini si esprimeva contro “il parlamentarismo parolaio”, che, diceva, gli faceva solo perdere tempo.  (ricorda qualcosa?)

5. …decretò il licenziamento di migliaia di impiegati statali…modificò lo Statuto stabilendo che al capo del governo, nominato dal re e non più soggetto alla fiducia parlamentare, venivano attribuiti poteri speciali tra cui la nomina a sua discrezione dei ministri e la decisione sugli argomenti in discussione in Parlamento(nulla di così diverso da ciò che succede oggi, a parte le corone in testa…)
6. …Tutti questi provvedimenti, che tra l’altro aumentavano i poteri dell’esecutivo sul legislativo, passarono in novembre alla Camera e al Senato senza che fosse consentita la minima discussione (recentemente un ministro, richiesta da un giornalista circa l’apertura di una discussione sulle previste riforme del lavoro, ha risposto che non crede ci sarà tempo perché il governo ha fretta di approvare tutto in tempi brevi...per dire…)
7. La soppressione di libere elezioni completa l’opera. Il regime parlamentare, a questo punto, non esiste più, sostituito da un regime autoritario a partito unico, incentrato sull’autorità del capo del governo…
(lasciamoli fare, che entro novembre la ruota del tempo avrà fatto un giro completo all’indietro riportandoci al 1925…) 

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