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24 aprile 2014 / miglieruolo

Nello scrivere i fatti di Cristina Bove

Nello scrivere i fatti si dissolve ogni azione

foglia traforata - by criBo

il concetto residua come traccia
e se qualcuno ne confonde il suono
quale suo limite e prigione
ad altri è dato chiedersi ragione
dell’immanenza e della trascendenza
trarre dal mondo il senso dell’ignoto

ho rispetto per tutte quelle menti
che sanno scandagliare oltre ogni dato
che osservano curiosi il mondo e il sé
amo allo stesso modo
chi fa fiorire il suo giardino e chi
tenta la spiegazione delle cose
per me si tratta sempre di poesia
che fiorisca in cucina, in mezzo al grano
o dallo studio dell’astronomia

stimo gli esseri umani
quali eroi
di questa misteriosa realtà
hanno il coraggio d’affrontare il tempo
di vivere e morire
e _nonostante tutto_
amare.

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14 commenti

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  1. cristina bove / Apr 24 2014 10:34

    grazie, Mam,
    questa più che una poesia è la risposta a chi storceva il naso per il mio impiego di parole attinenti alle scienze.
    secondo il tale, i termini che non sono conosciuti da tutti non dovrebbero essere impiegati da chi scrive versi.
    io non sono d’accordo, perché, come in ogni modalità espressiva, ci sono vari livelli di conoscenza, e tutti rispettabili.
    d’altronde mi è capitato spesso di essere ringraziata per aver offerto spunti e stimolato la curiosità per approfondire svariati argomenti.
    ecco, per me che ho molto appreso proprio dalle letture, anche questo è poesia.
    ciao, buona giornata
    cri

    • miglieruolo / Apr 26 2014 10:17

      “i termini che non sono conosciuti da tutti non dovrebbero essere impiegati da chi scrive versi”
      Tu hai risposto da poetessa, e bene. Io invece, dopo aver attratto l’attenzione dell’interlocutore sulla circostanza che, in pratica, l’accettazione di questa sua singolare convinzione sottrarrebbe ai poeti la gran parte delle parole (una pretesa del tutto irragionevole: quante sono le persone che hanno conoscenza precisa dei termini scientifici e anche non scientifici? Non sa forse egli il gran numero di parole che hanno origine scientifica o attinenza al mondo scientifico?); gli chiederei perché limitare la proibizione alla sola poesia. E non estenderla invece alla narrativa in genere (non solo a quella di fanta-scienza); e anche alla stessa opera di divulgazione scientifica, attività tanto utile e vitale alla scienza medesima.
      Per non parlare della funzione propria alla poesia di innovazione e ampliamento del senso delle parole, funzione che a volte diventa di invenzione della parole.
      Il mondo è bello perché è vario. Non sarebbe male però essere unificati da un po’ di ragionevolezza, alias buon senso.

      • cristina bove / Apr 26 2014 11:11

        perfetta spiegazione, Mauro!
        hai chiarito anche me togliendomi molti dubbi in proposito.
        la ricopio e la terrò per i momenti di insicurezza.
        Grazie!

    • miglieruolo / Apr 27 2014 08:26

      Non meriti momenti di insicurezza, nessuno di noi li merita, tu meno di tutti.
      Ritengo invece che ognuno di noi dovrebbe sforzarsi di accettare di essere persona, cioé creatura ABILE nello sbagliare E nel far bene. Alcuni sbagliano più di quanto sappiano fare bene, altri il contrario, nessuno però che non finisca con il non cadere. Accettare di sbagliare, dunque; prendere atto delle critiche, esaminarle, cercarne il contenuto di verità, sapendo che anche la critica più sbagliata ha qualcosa in sé degna di essere presa in considerazione. Sapendo che anche nei nostri momenti migliori possiamo commettere qualche sproposito. E sapendo che questa umana limitazione dobbiamo accettare con serenità. Limitazione che si accentua nei poeti (non vittime dell’orgoglio) in quanto lavorano su terreni di confine, là dove vigono le sabbie mobile della conoscenza, da bonificare. Coloro che creano, sbagliano di più perché devono preparare il terreno per coloro che poi areranno e semineranno e raccoglieranno.
      Nel caso che l’esame di cui sopra (sereno, in grado di accettare i propri limiti senza dolersene) non approdi a nulla, allargare la sfera delle persone coinvolte, togliersi dall’incertezza chiedendo, studiando; ma senza permettere che l’incertezza diventi insicurezza.
      Coscienza dei propri limiti, senza dare retta a chi neppure capisce questi limiti, perché sono di là dal suo orizzonte di visibilità. Bambini troppo piccoli per riuscire a scorgere cosa c’è sul tavolo, ma pronti a discettare sul contenuto del tavolo.

      Perdona la concione, ma serviva anche a me, a chiarirmi le idee. Spero davvero ti serva e serva a qualcuno che eventualmente torni a esaminare questa pagina.

      • carmen / Apr 27 2014 10:30

        Molto bella questa tua riflessione, mam, la condivido in pieno.
        Efficacissima anche l’immagine del bambino che non riesce a vedere cosa c’è sul tavolo ma ne dice, convinto, la sua
        (con tanto di faccia tosta, discettando come il migliore dei filosofi… mi pare di vederne di bambini così, mai un dubbio, mai una nuvola all’orizzonte!)
        Grazie, ciao, buona domenica
        carmen

      • cristina bove / Apr 27 2014 19:53

        condivido quanto dice Carmen,
        inoltre hai reso manifesto ciò che pensavo, e nella maniera con cui non sarei riuscita a esprimerlo io.
        Grazie
        buona serata
        cri

  2. Branoalcollo / Apr 24 2014 11:42

    molto bella e vera, grazie 🙂

    • cristina bove / Apr 25 2014 00:43

      grazie, Carla.

      L’ospite credo che sia ancora in vacanza 🙂

      • miglieruolo / Apr 27 2014 13:15

        Grazie dell’augurio, Cristina, ma ho dovuto interrompere. Dal 30 però sarò ad Acuto e tonerò dopo una settimana. Non doletevi di me, se non rispondo: non lo potrò fare.

  3. carmen / Apr 25 2014 08:04

    Si fa poesia sempre e comunque a partire dalle proprie esperienze o, almeno, dal proprio sentire.
    E se si è molto bravi, come solo alcuni sono, si può fare poesia anche su un filo d’erba.
    Io conosco chi fa di un filo d’erba una poesia bellissima!!! 🙂
    E chi fa poesia utilizzando un lessico poetico ricco ed elegante fa della poesia anche un mezzo di conoscenza e così la eleva ancora di più, perché lo scopo vero della Poesia è l’espansione dell’anima… (o no?)
    BBB.car.

    • cristina bove / Apr 26 2014 06:23

      “E chi fa poesia utilizzando un lessico poetico ricco ed elegante fa della poesia anche un mezzo di conoscenza e così la eleva ancora di più, perché lo scopo vero della Poesia è l’espansione dell’anima…” Sì! Sì! Sì!
      hai trovato le parole giuste anche per la mia anima. Grazie!
      BBBcri

  4. carmen / Apr 26 2014 09:51

    Hai capito perché ho ripescato la poesia delle saxifraghe? (anche se non è un filo d’erba, io la ricordo per semplicità così, come la poesia del filo d’erba!!!)
    bbcar

    • cristina bove / Apr 26 2014 11:15

      sì, certo, Car.
      ho collegato le due cose, il tuo filo d’erba e le mie saxifraghe
      un bel fil-rouge

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