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9 giugno 2014 / miglieruolo

Berneri e Barbieri, uccisi a sangue freddo

E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
Andiamo ai campi.
(Salvatore Quasimodo, «Uomo del mio tempo»)

Nella notte fra il 5 e il 6 maggio 1937, la Croce Rossa rinviene a Barcellona i corpi senza vita, crivellati di colpi d arma da fuoco, dei due anarchici italiani Camillo Berneri e Francesco Barbieri.
Nella capitale catalana infuriava in quelle giornate – dal 3 all’8 maggio – lo scontro fratricida (una guerra civile nella guerra civile) tra opposte fazioni all’interno dello schieramento antifranchista. Ma Berneri e Barbieri non persero la vita in quegli scontri. La loro morte fu un esecuzione, pianificata e messa in atto a sangue freddo da un commando stalinista, un vero e proprio omicidio di Stato, o meglio, di  tutti gli Stati nemici dell’anarchismo.

Prelevati nel pomeriggio del 5 maggio,  grazie alla delazione del portinaio, dall’appartamento in cui risiedevano clandestinamente, i due militanti della ex sezione italiana della Colonna Ascaso, muoiono giustiziati dalla «Rivoluzione democratica», stando alla rivendicazione apparsa tre settimane dopo sul «Grido del Popolo», organo del PCdI (Partito Comunista d Italia).
La figura dell’intellettuale e militante rivoluzionario Camillo Berneri (con cui l’amico  anarchico Francesco Barbieri condividerà la tragica sorte quella notte del 5 maggio) era divenuta sempre più scomoda e sgradita all’interno dello stesso movimento libertario iberico, a cui Berneri aveva prestato fin dal suo arrivo in Spagna, nel luglio del ’36, il suo appassionato sostegno. L’atteggiamento antidogmatico, la mente aperta, l’eclettismo, il rifiuto di rigide ortodossie e di qualunque settarismo, la capacità di criticare dall’interno le mosse sbagliate dei suoi stessi compagni di lotta, avevano determinato il suo progressivo isolamento persino dentro il movimento anarchico. Molti volevano farlo tacere. Il coraggio di polemizzare - dalle colonne del suo «Guerra di classe» – con i leader della Cnt (Confederaciòn Nacional de Trabajo), dopo la svolta  collaborazionista con il secondo governo madrileno di Caballero, di cui erano entrati a far parte quattro ministri anarchici, l’audacia di affermare che la politica staliniana odorava di Noske, non furono perdonati a quello che il suo maestro, Gaetano Salvemini, aveva definito «una casa con le finestre sulla strada tutte aperte».
UN’INDICAZIONE BIBLIOGRAFICA
Una esaustiva trattazione su Camillo Berneri e quel che accadde in Spagna si può leggere nella bella monografia di Flavio Guidi, «Nostra patria è il mondo intero» (Roma, 2010).

(*) Per chi volesse saperne di più rimando anche «Camillo Berneri, un anarchico italiano (1897-1937). Rivoluzione e controrivoluzione in Europa (1917-1937)» di Francisco Madrid Santos, Edizione Archivio Famiglia Berneri oppure a «Anarchismo e politica» di Stefano D’Errico. Molti i materiali (anche di un convegno internazionale per ricordarlo) all’archivio Berneri di Reggio Emilia: per contatti archivioberneri@gmail.com oppure 0522-439323.
Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 5 maggio avevo, fra l’altro, queste ipotesi: 1574: Carlo Borromeo scrive per imporre il velo alle donne; 1697: Cartagena si arrende; 1818: nasce Marx; 1821: muore Napoleone; 1837: nasce Anna Maria Mozzoni; 1898: strage di Bava Beccaris; 1947: Madagascar, massacro francese; 1953: esce «Fahrenheit 451» di Bradbury; 1960: ucciso (un finto suicidio) Cosimo Cristina; 1971: ucciso Pietro Scaglione; 1972: disastro a Punta Raisi; 1974: ucciso Serantini; 1981: muore Bobby Sands (in blog ne abbiamo scritto); 1988: accordo Lefevre-Ratzinger; 1998: strage in Val di Sarno; 2008: Giuliano Bruno si uccide (ne ha scritto qui Alberto Prunetti). E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… vi aggiorneremo. (db)

 

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