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6 luglio 2014 / miglieruolo

Poche semplici parole

(tratto da: “10 Simple Words Every Girl Should Learn”, di Soraya Chemaly per Role Reboot, 5 maggio 2014, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Soraya Chemaly scrive di genere, femminismo e cultura per The Huffington Post, Fem2.0, Reality Check, BitchFlicks, Alternet ed altri. E’ particolarmente interessata a come i sistemi di pregiudizio ed oppressione sono trasmessi ai bambini attraverso l’intrattenimento, i media e le culture religiose.)

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“Smetti di interrompermi.”

“Ho detto proprio quello.”

“Non ho bisogno di spiegazioni.”

In quinta elementare, vinsi il “premio cortesia” della scuola. In altre parole, ho vinto perché ero educata. Mio fratello, invece, era considerato il commediante della classe. Eravamo stati socializzati in modo tipico come “la signorina” e “il maschio che fa il maschio”. Globalmente, le lezioni sulla cortesia date all’infanzia sono asimmetriche per genere. Socializziamo le bambine a fare i turni, ad ascoltare più attentamente, a non imprecare, a resistere alla tentazione di interrompere, in modi che non richiediamo ai bambini. Messa altrimenti, in generale insegniamo alle ragazze abitudini servili e ai ragazzi ad esercitare il dominio.

Non è difficile scoprire perché così tanti uomini presumono di essere grandiosi e che quel che dicono ha maggiore legittimazione e che sono titolati a spiegarti anche quel che tu sai e loro no. Comincia nell’infanzia e non finisce più. I genitori interrompono le figlie il doppio di quanto facciano con i figli e insegnano loro norme di comportamento più severe. Gli insegnanti rispondono ai ragazzi, che correttamente vedono l’interazione invadente e distruttiva come il marchio di una mascolinità dominante, più spesso e in modo più dinamico di quanto rispondano alle ragazze. Questo è il motivo per cui, come i ricercatori riassumono: “Avere un posto al tavolo non equivale ad avere voce in capitolo.”

La parte migliore viene quando si pensa che siamo socializzati/e a pensare che le donne parlano di più, mentre in realtà gli uomini occupano il campo. I linguisti hanno concluso che la credenza popolare su uomini e donne che “vengono da diversi pianeti” a livello verbale, confonde “il linguaggio delle donne” con “linguaggio privo di potere”.

Le eccessive norme di cortesia imposte alle ragazze, da cui ci si aspetta che fungano da esempio per i ragazzi, hanno un impatto reale sulle donne: soprattutto quando si suppone possano semplicemente mettere da parte la socializzazione ricevuta nell’infanzia per essere assertive, domandare un aumento di stipendio, negoziare, eccetera.

Le persone spesso mi chiedono cosa insegnare alle bambine e alle ragazze, al proposito, o cosa loro stesse possono fare: “Come affronto il sessismo che incontro? E’ difficile dire qualcosa, soprattutto in ambito scolastico.” Io rispondo di far pratica di queste parole, ogni giorno:

“Smetti di interrompermi.”

“Ho detto proprio quello.”

“Non ho bisogno di spiegazioni.”

Farebbe a maschi e femmine un mondo di bene.

 

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