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18 luglio 2014 / miglieruolo

La rivolta di Masaniello: «Nun voglio niente»

tra tutte le Scor-date fin qui lette (quella che segue è del  7 luglio 1647) questa è la preferita. Consiglio a tutti di esaminarla con dedizione.

Mauro Antonio Miglieruolo

***

di d. b. (*)

In una Napoli poverissima si cerca di imporre nuove tasse, «gabelle» come si diceva allora (in alcune parti d’Italia italiana è rimasto in uso un significativo «mi vuoi gabellare?»).

Il 7 luglio 1647 si pretende addirittura di tassare i fichi freschi e scoppiano le prime ribellioni: all’inizio sono “giocose” (lancio di fichi freschi appunto contro «birri e gabellieri») poi più serie e organizzate. Si distingue Masaniello che, in pochi giorni, fa tremare nobili e potenti, costringendo a trattare perfino il re di Napoli. Dopo 4 giorni di rivolta il vicerè firma «23 capitoli» che concedono al popolo libertà impensabili fino a pochi giorni. Masaniello è un capo riconosciuto e stimato ma dal 12 luglio comincia a comportarsi in modo strano – si dice che fosse impazzito – e il 16 luglio viene assassinato.
In realtà del pescivendolo Tommaso Aniello d’Amalfi detto «Masaniello» pochissimo si sa, persino quel d’Amalfi è dubbio: un cognome o indica l’origine? Persino i suoi ritratti mostrano uomini differenti e dunque nessuno conosce il suo vero volto. Che fu un abile rivoluzionario è certo, che fu ucciso da sicari spagnoli è probabile. Ma sposò una prostituta (anche sua madre lo era?) come dissero i nemici? Era analfabeta o un po’ aveva studiato? Era alla testa di un gruppo o era un leader solitario? Impazzì per i postumi di una malattia, per brama di potere o perché, durante un banchetto, gli spagnoli gli somministrarono un potente allucinogeno, la roserpina?
Ci resta però un pezzo del suo ultimo discorso al popolo napoletano che pronunciò proprio il 16 luglio dalla basilica del Carmine. Merita di essere ricordato, soprattutto per il «nun v’addurmite» e per il «nun voglio niente».
«Amice miei, popolo mio, gente. Vuie ve credite ca io so’ pazzo e forze avite raggione vuie. Io so’ pazzo overamente. Ma nunn’è colpa mea, so state lloro che m’hanno ascì afforza n’fantasia. Io ve vulevo sulamente bbene e forze sarrà chesta ‘a pazzaria ca tengo ‘ncapa. Vuie primma eravate munnezza e mò site libberi. Io v’aggio fatto libberi. Ma quanto po’ durà ‘sta libbertà? Nu juorno? Duie juorne? E già pecchè po’ ve vene ‘o suonno eve jate tutte quante ‘a cuccà. E facite bbuone: nun se po’ campà tutta a vita cu na scuppetta ‘mmano. Facite comm’a Masaniello: ascite pazze, ridete e vuttateve ‘nterra, ca site pat’e figlie. Ma si ve vulite tenere a libbertà, nun v’addurmite! Nun pusate ll’arme! ‘O vedite? A me m’hanno avvelenate e mò me vonno pure accidere. E ci hanno raggione loro quanno diceno ca nu pisciavinnolo nun po’ addeventà generalissimo d’a pupulazione a nu mumento a n’ato. Ma io nun vulevo fa niente ‘e male e manco niente voglio. Chi me vo’ bbene veramente dicesse sulo na preghiera pe me: nu requia-materna e basta pe quanno moro. Po rriesto ve torno a dì: nun voglio niente. Annudo so’ nato e annudo viglio murì»

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 7 luglio avevo, fra l’altro, queste ipotesi: 1868: tassa sul macinato; 1893: nasce Majakovskji; 1912: trionfo di Jim Thorpe (di lui si è già parlato in blog); 1972: l’anarchico Marini per difendersi uccide il fascista Falvella… e chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (db)

 

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