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28 agosto 2014 / miglieruolo

Scarroccio di Cristina Bove

dal blog di cristina bove

scarroccio - by criBo

così pareva a sporgersi di lato
il vento un po’ girovago
l’increspatura a smalto
un suono proveniente da lontano
si trasferiva goccia dopo goccia
e il pavimento diventava mare

_brucia la fronte_ dice un canto madre
e libera la testa da figure
che parevano amiche
ma sostano distanti sulla riva
nel silenzio degli occhi

in solitaria traversata
alla deriva delle circo/stanze
mi libero le tasche dalle pietre
e giunta al faro
abbandono la barca e prendo il volo

***

5 commenti

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  1. miglieruolo / Ago 28 2014 09:35

    Difficile da decifrare, forse perché molto semplice. Una poesia febbrile, febbrilmente tesa alla guarigione, al sollievo dell’anima.
    Mi ha ricordato certi miei rari stati (40 di temperatura) nei quali i contorni della realtà assumevano nuove forme. Una increspatura sul muro, una sfumatura di colore, le voci stesse delle persone amiche. Anche da piccolo quegli stati mi ispiravano profonde riflessioni, che in realtà non erano altro che sensazioni. Poi lasciavo il letto, le associazioni anarchiche e tornavo alla superficilità delle cose. Ma qui Cristina prende il volo, non può trattasi della medesima esperienza.
    Bella, affascinante, che chiede, impone di essere riletta, d’essere penetrata. Una poesia prepotente direi, non fosse al solito il tono tanto pacato e pieno di voglia di tenerezza.

    • cristina bove / Ago 28 2014 10:56

      eh, sì, Mauro, ci hai preso in pieno.
      goccia dopo goccia ciò che ti tiene in vita
      la stanza che diventa trasparente ed ogni cosa si trasforma…
      delirio? no, forse semplicemente un’altra realtà compresa in questa, ma che nello stato “normale” non percepiamo.
      ed è anche vero che non ho più voglia di sbarcare, solo di sorpassarmi, bypassarmi, saltare oltre il tangibile.

      grazie come sempre della tua ospitalità e attenzione
      cri

  2. tramedipensieri / Ago 28 2014 16:06

    Da qualche parte ho letto che la semplicità é un punto d’arrivo e non di partenza…ecco queste tue parole mi ricordano questo

    la semplicità …

    …questo liberarsi di pesi, di farsi leggera…
    Ed andare oltre…

    Complimenti sempre a te e un saluto a Mam 🙂

    Ciao
    .marta

    • cristina bove / Ago 28 2014 18:03

      sono d’accordo, Marta, la semplicità si ottiene proprio sfrondando, eliminando il superfluo.
      la sintesi può rafforzare i concetti, renderli immediati, anche in un linguaggio polisemico qual è la poesia.
      grazie, e un caro saluto anche da me
      cri

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  1. da M.A.M. | cristina bove

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