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11 ottobre 2014 / miglieruolo

Georges-Louis Leclerc. Conte di Buffon

(Quella che segue è una Scor-data, esattamente quella del  7 settembre 1707. Cosa siano le scor-date potrete saperlo leggendo la nota in calce di Daniele Baribieri. Una grande idea che ha ottenuto ottimi risultarti. Invito chi ha voglia di immergersi nel mare magnum delle celbrazioni – con un proprio criterio di scelta e proprio punto di vista – di prendere la penna e darsi da fare. Sarà il benvenuto. Non lo dico io, lo dice DB – Mam)

°°°

7 settembre 1707: Nasce Georges-Louis Leclerc. Conte di Buffon

di Fabrizio Melodia (*)

«È per mezzo di esperimenti fini, ragionati e seguiti, che si forza la natura per scoprirne il segreto; tutti gli altri metodi non hanno mai funzionato… Le raccolte di esperimenti e di osservazioni sono quindi gli unici libri che possono aumentare le nostre conoscenze».

Insigne matematico e scienziato, degno esponente del Secolo dei Lumi, il 7 settembre nasceva a Montbard, sulla Cotè d’Or, Georges-Louis LeClerc, conte di Buffon.

Diede notevoli contributi alla matematica, introducendo per la prima volta il calcolo infinitesimale e il calcolo integrale della probabilità.

Tenendo una fitta corrispondenza con il matematico svizzero Gabriel Cramer, riuscì a dimostrare la plausibile esistenza reale degli specchi ustori di Archimede, realizzando un modello di specchi composto da 148 specchi piani regolabili, dotati di leverismi. In questo modo l’intera struttura era in grado di variare il fuoco ed adattarsi alla posizione assunta. L’esperienza di Buffon ebbe successo, egli infatti riuscì a concentrare la luce del sole e a fondere piombo e stagno.

Altro grande apporto che diede alle scienze matematiche fu il suo studio conosciuto poi come l’ago di Buffon. primo esempio di metodo Monte Carlo, un sistema di calcolo utile per superare i problemi computazionali legati ai test esatti, un metodo che sarebbe stato usato successivamente anche da Enrico Fermi per calcolare una variante casuale nel trasporto neutronico. Buffon lo usò per determinare il valore del pi greco per mezzo di un ago e di un parquet.

Grande appassionato di studi sulla biologia, si dedicò anima e corpo agli studi di storia naturale, con l’ambizioso progetto di svelare i segreti delle infinite forme viventi, argomento che riteneva più complesso e impegnativo della matematica e della fisica.

Andando contro la teoria fissista, intuì ben presto che ogni specie esistente sul pianeta non è fissa nella propria forma e funzione, ma quando una determinata specie ne genera una migliorata, la precedente meno evoluta (termine che all’epoca ancora non era entrato nel lessico comune e che avrebbe conosciuto largo uso solo con Darwin) scompare.

Quindi Buffon, insieme a Lamarck che successivamente appoggerà molte delle sue teorie, è stato il primo, cento anni prima di Charles Darwin, a dare una impronta dinamica agli organismi viventi e alle manifestazioni vitali. Inoltre, la sua preparazione di biologo gli permise di collezionare piante e animali e di poterli catalogare introducendo un nuovo metodo di classificazione detto Binomiale che, contrariamente a quanto si pensa, fu proposto inizialmente da Buffon e poi migliorato da Linneo. Buffon classificava infatti per similitudine, mentre Linneo assumeva un numero maggiore di caratteri morfologici e zoogeografici in esame. Nella nomenclatura binomiale, il primo nome indica il genere, il secondo è un epiteto che definisce la specie all’interno di quel genere.

Il leone viene a essere per genere, “Panthera” e la specie “Panthera Leo”, per il mondo vegetale l’esempio della rosa canina, per cui il genere è “Rosa” e la specie “Rosa canina”, introducendo quindi un sistema di classificazione basato su Classe, Ordine e Famiglia, estendendo tale metodo con molto profitto anche al regno minerale.

Si spostò a Parigi dove conobbe Voltaire e altri intellettuali dell’Illuminismo, entrando poi all’Accademia Francese delle Scienze all’età di 26 anni.

Divenne intendente del Giardino del re (oggi Jardin des Plantes) a Parigi nel 1739. Eccellente amministratore, lo trasformò in centro di ricerca e in museo, ampliando considerevolmente il parco e facendo piantare alberi di ogni origine. Da quel momento si consacrò completamente alla storia naturale, redigendo la sua monumentale «Histoire Naturelle», ispirandosi alle medesime opere di Aristotele e Plinio il Vecchio.

I primi volumi della sua monumentale enciclopedia naturale apparvero nel 1749 e per tutto il resto della vita si dedicò a completare l’opera. Buffon ottenne per quest’opera ogni tipo di ricompensa e di onore: venne eletto membro dell’Académie française nel 1753.

Le sue relazioni con gli scienziati del tempo furono spesso difficili e lo portarono frequentemente a scontri, fra i quali quelli con Réaumur e Linneo, di cui contestò il metodo di classificazione. Accolse anche con scetticismo i lavori di Lazzaro Spallanzani e di Charles Bonnet. Per Buffon le variazioni tra specie erano dovute a degenerazioni.

Divenuto conte di Buffon nel 1773, morì a Parigi nel 1788, ricoperto di onori. Riuscì persino a vedere la propria statura in bronzo posta all’entrata del giardino da lui amministrato per tanti anni, che recava la seguente iscrizione, per me azzeccatissima: «Naturae Majestati Par Ingenium» ovvero “Un ingegno pari alla maestà della natura”.

BIBLIOGRAFIA MINIMA

– La sua “Corrispondenza” è stata pubblicata nel 1860, dal discendente H. Nadault de Buffon.

– Félix Vicq d’Azyr, Nicholas Condorcet, Georges Cuvier, hanno scritto il suo “Éloge”; Flourens ha scritto l’ ”Histoire de sa Vie et de ses Ouvrages”.

– H. Nadault de Buffon, “Buffon, sa famille et ses collaborateurs”, 1863.

– Jacques Roger,”Buffon”, Paris, Fayard, 1989.

– G.Solinas, “Il microscopio e le metafisiche”, Milano, Feltrinelli 1967.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 7 settembre avevo, fra l’altro, queste ipotesi: 1303: «oltraggio» di Anagni; 1522: si concorda prima circumnavigazione del globo; 1791: nasce Belli (già in blog); 1812: battaglia di Borodino; 1901: Cina, termina rivolta boxers; 1968: Medellin (in blog un anno fa); 2000: dichiarazioni «millennio»; 2010: muore Marcella Di Folco. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (db)

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