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16 ottobre 2014 / miglieruolo

Fitto da poterlo tagliare

vialetto casa (foto by criBo)

                                          

Per la strada passava un silenzio
che pareva persona
quasi l’avessi davanti muta
costante come un’ombra
proiettata soltanto un po’ distante
che poteva avere braccia ovviamente  taciturne
ma danzanti nel procedere
________ sulle commessure di selci
e avanzi d’aria

lo fermai con le mani a croce
interrogai le parti sagomate di scuro
parallele al cuore
non scuoteva nemmeno la polvere
se avessi
fatto attenzione
avrei dovuto apprendere il suo dire
________ disegno sillabato in nerofumo
contenitore di mestizia

a saperlo, il silenzio
poteva essere tenuto buono
serbato per i giorni di schiamazzo
legato sui gradini di casa
perché stesse di guardia
alla parola

agosto 2011

***

Madonna Santa Benedetta! Ho appena finito di dire della precedente che era la migliore, in proposito interpellando anche i lettori, che ne arriva un’altra bellissima, la migliore, senza possibilità di paragone.

Credetemi, non c’è malizia in questa successione. E’ frutto del caso. Pur essendo incondizionato ammiratore di Cristina Bove, non intendo convincere nessuno sul suo valore come poetessa. Quel che lei vale, vale non perché lo dico io, ma per il consenso di tanti, affascinati dalle sue proposte.

In ogni caso non è nella mia inclinazione fare proseliti. Quando negli anni Settanta ho svolto lavoro politico e sindacale (mi è stato riconosciuto di averlo fatto bene), l’unico appunto che alla Camera del Lavoro (pur cercando disperatamente) riuscivano a farmi è che non producevo iscritti. Io ribattevo che il mio compito non era fare tessere, ma risolvere problemi. Così oggi dico, credetemi, non intendo mettere sul piedistallo nessuno, ma solo attirare l’attenzione su un modo di fare poesia che potrebbe contribuire a risolvere il problema dello scarso “consumo” che si fa della poesia.

Ogni aiuto su questo piano rappresenta una vera e propria grazia celeste.

Mauro Antonio Miglieruolo

13 commenti

Lascia un commento
  1. lallaerre / Ott 16 2014 00:08

    quel silenzio “di guardia alla parola”!

  2. tramedipensieri / Ott 16 2014 09:45

    a saperlo, il silenzio
    poteva essere tenuto buono
    serbato per i giorni di schiamazzo
    legato sui gradini di casa
    perché stesse di guardia
    alla parola…

    Che dire?…..un verso straordinario….

    Complimenti a Cristina
    un saluto ad entrambi
    .marta

    • miglieruolo / Ott 16 2014 13:07

      Alla poesia si rispopnde con la poesia, giusto…

      • miglieruolo / Ott 16 2014 13:14

        Quale modo migliore di commentare una poesia che utilizzando le sue parole, per sottolinearne i caratteri salienti. Ottima la scelta operato. L’inizio e la fine della poesia raggiungono livelli di significatività che emozionano. Poesia vera, poesia del mistero e dell’evidenza: poesia.

    • cristina bove / Ott 16 2014 14:19

      davvero io sono commossa per tanta attenzione ai miei versi!
      Marta, che ne coglie l’essenza, e Mauro che dà loro risalto… credo che sia quanto di più bello possa capitare a chi scrive.
      Grazie!
      mi siete molto cari

      • tramedipensieri / Ott 16 2014 22:20

        Sei gentile Cristina 🙂
        grazie

        è un onore

  3. carmen / Ott 16 2014 12:08

    Un silenzio fitto fitto, difficile tagliarlo! Se fosse possibile tagliarlo, romperlo, farlo a pezzi, avremmo tante parole, perché “rompere il silenzio” significa parlare.
    (Le parole potrebbero essere belle o brutte…, sempre meglio il silenzio delle parole brutte, però)

    Ma se il silenzio si rompe, non ci saranno pezzi, frammenti, di silenzio e quindi qualcosa come una moltitudine di piccoli silenzi che, tutti insieme, formeranno un grande silenzio, qualcosa come un silenzio assoluto?
    Boh! Cristina non finirà mai di stupirci e di farci porre domande (la mia di ora, a dire il vero, è un po’ inutile, anche se potrebbe essere quasi un modo per voler sottolineare che a volte il silenzio è meglio lasciarlo fitto fitto, che poi si diraderà da solo, come la nebbia, piuttosto che farlo trasformare in parole che non si vorrebbero dire né sentire)

    Grazie Cri et Mau
    Ciao
    Car

    • miglieruolo / Ott 16 2014 13:06

      Grazie a te, Carmen, che ci aiuti a rendere più ricco questo blog.

      • cristina bove / Ott 16 2014 14:27

        grazie a te, mau, sempre
        un abbraccio

    • cristina bove / Ott 16 2014 14:25

      Car, che simpatico questo tuo intervento, cara!
      la domanda richiederebbe una risposta che dal mio tempo limitato mi sarebbe impossibile dare.
      però mi suscita altre domande: un silenzio assoluto dovrebbe poter contenere anche le parole, magari quelle non dette, solo pensate… ideazioni colorate, forse, modi alternativi di comunicare?
      sarebbe bello poterlo immaginare, di vermiglio amore, di azzurra amicizia, di verde speranza, di gialla propensione alla gioia…
      grazie!

  4. carmen / Ott 16 2014 16:34

    Grazie a te, Cristina, che hai tratto tanto altro da quel poco che ho scritto io! Ma il genio sei tu e non c’è altro da aggiungere!
    Baci.car

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  1. Fitto da poterlo tagliare | cristina bove

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