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6 dicembre 2014 / miglieruolo

Se non capisci è perché non vuoi

Murales, Il Cairo. La scritta dice: no alle molestie.Murales, Il Cairo. La scritta dice: no alle molestie.

“Le puttane viziate ricevono tutta questa attenzione per il bell’aspetto e lo danno per scontato. Che le donne abbiano così tanto POTERE (maiuscolo nel testo originale, ndt.) perché sono donne è ridicolo. Non c’è neanche bisogno che abbiano grandi tette o un culo grosso, persino le tavole piatte e quelle con il culo secco ricevono abbastanza attenzione per lamentarsi dei ragazzi che ci provano con loro… (ecc.)”

“Basta guardare come sono trattate le donne quando vanno nei club: bevande gratis, niente coperto… e le sere per signore in cui noi paghiamo i drink il doppio… per le donne è sempre più facile, la gente è più gentile con loro di solito e persino al lavoro… (ecc.)”

“E chi non ci avrebbe provato? Cazzo. Ma seriamente, ti arrabbi con un gruppo di ragazzi normali che dicono “ciao”, e quei pochi (che sembrano di classe inferiore, comunque) che non lo fanno nel modo migliore? Poveretta.”

Sommario:

1. Ricevere l’attenzione – non voluta, non richiesta – di perfetti sconosciuti è “potere”.

2. Essere usate come attrazione per i clienti maschi dei bar/club ci rende la vita molto più “facile”.

3. I ragazzi “normali” ci provano perché provarci è “normale”.

A volte alcune donne si arrovellano su come rendere il femminismo maggiormente “accessibile agli uomini”. Come se parlare di equità, eguaglianza, rispetto, relazioni nonviolente, condivisione, fosse qualcosa che da secoli viene espresso in un linguaggio difficilissimo e criptico, incomprensibile per gli esseri umani di sesso maschile. Il video di Shoshana, come altri dello stesso tipo, ha anche questo sottotesto: dici di non capire come mi sento, quello di cui faccio esperienza, allora te lo rendo visibile. Ma per la comprensione, vedete, NON SERVE A NIENTE.

Gli italiani che hanno visto il video, per esempio, cosa ne hanno capito?

“Passeggiando per Roma in 10 ore mi hanno chiesto i soldi 100 volte. Datemi dei soldi per aiutarmi a combattere l’estorsione in strada.”

(risposta dell’amico) “Se permetti questa la citerò in caso di femministe e politicamente corretti con la sindrome dei sentimenti offesi.”

Meglio prevenire, infatti, e mettersi in agguato in attesa della prossima femminista offesa: perché noi donne non abbiamo il diritto di rifiutare NULLA di quel che gli uomini fanno con i nostri corpi ne’, figuriamoci!, quello di sentirci offese da quel che ne fanno. Nello spazio pubblico, i nostri corpi diventano magicamente spazio pubblico anch’essi, a disposizione del primo che passa per valutazioni, commenti, approcci, insulti, aggressioni.

“Se uno ti dice “hi, beautiful” è proprio “molestia”, eh…”

Vede, signore, non è quello che il tizio dice, ma il fatto che sia abbastanza cafone da considerare una donna per strada qualcosa che lui è autorizzato a valutare a voce alta: positivamente o negativamente non fa differenza per la donna in questione, la sua posizione inferiore le viene ribadita in ambo i casi. E sì, è proprio una molestia, che peccato.

“Beh, se cercare di attaccar bottone con una ragazza è considerato molestia, allora credo che la razza umana si estinguerà. Praticamente ti devi mettere paura pure di salutare una donna per strada. Qualora qualcuno volesse approcciare una donna, provi prima con i segnali di fumo e poi si mostri.”

E lei, mi scusi, quante coppie conosce che si sono messe insieme perché lui ha “approcciato” lei per strada senza averla mai vista prima? Io nessuna. Magari si sono visti per giorni di seguito sull’autobus e hanno cominciato a parlare degli orari e del tempo, magari si sono incontrati più volte all’ufficio di collocamento, magari li hanno presentati amici comuni e sono usciti insieme per qualche tempo… ma, ripeto, nessuna delle coppie che io conosco si è formata grazie alle molestie in strada. Come? A lei di avere una relazione con la ragazza per strada non interessa? Per la riproduzione della “razza umana” aiuterebbe, ma benissimo. Le dirò allora che le statistiche sono parecchio deprimenti per lei, se crede che dicendo “bella” a qualcuna in piazza quella impazzisca del desiderio di condividere il suo letto. Pare che per la riproduzione umana essere dei burini in pubblico non serva proprio a niente.

“Scusate però io sarei contento di ricevere apprezzamenti a dozzine…”

No, signore: se le cifre relative alla violenza maschile sulle donne riguardassero invece gli uomini – il famoso “una su tre” – lei non sarebbe affatto contento, avrebbe paura. Se ogni giorno leggesse sui giornali di uomini uccisi, violentati, picchiati da donne, se le dicessero in tutte le salse che deve temere per la sua incolumità per la vita intera e che è suo specifico compito prevenire la violenza delle donne nei suoi confronti, lei al “Ciao bello” comincerebbe a sudare.

“E’ un catenaccio e dovrebbe ringraziare che se la cagano.”

Perché, ovviamente, la principale ragione dell’esistenza di una donna è essere “cagata” dagli uomini. Intanto, li ha guardati bene i tipi del video? Nessuno mi ricordava le icone di avvenenza maschile attualmente in vigore, però per loro non fa differenza, non li mettono davanti a uno specchio a partire dai due anni con i cosmetici di stoffa e quando finiscono l’asilo non gli regalano il paletto da lap dance. Ma “catenaccio” o meno, mister, questa donna deve chiedere il permesso agli uomini – alle loro sacre preferenze in tema di “scopabilità” – per uscire in strada? Strafiga o ciofeca ha il diritto di andare dove accidenti le pare senza essere disturbata. Proprio come lei.

“Certo che poi visti i posti dove gira, non si aiuta.”

Be’, non poteva mancare. Se la molestano è colpa sua. Gli uomini non hanno controllo su nulla delle loro espressioni: se pensano che è bella (che la scoperebbero, in realtà) lo devono dire. Se hanno un’erezione e non la soddisfano immediatamente, anche con uno stupro, diventano tarantolati e muoiono fra atroci tormenti. Se gli va di seguire per strada una donna lo devono fare e basta, è lei che avrebbe dovuto evitare di essere là. Ma scusate, se siete davvero così irrazionali come dite di essere, potreste cominciare a dimettervi da governi, cariche pubbliche, presidenze, eccetera? L’idea che un bel di po’ di decisioni importanti riguardanti la MIA vita siano prese da rincoglioniti che funzionano a impulsi testosteronici mi disturba assai.

Gran finale. Il video è:

“Un mucchio di sciocchezze femministe…

Nessuna donna subisce molestie per strada, ce lo siamo inventate noi.

l’americanesimo arriva in italia…

Bello schifo, l’ “americanesimo” quando si tratta di un video come questo. I film, i telefilm, le scarpette, i berrettini, i campionati di baseball, la notte degli Emmy, la tal attrice, la tal cantante, il tal attore, il tal gruppo musicale… tutto il resto made in Usa invece va benone.

perché adesso ciao è un offesa anche se giri con dei panta da baldracca…

Traduzione: Se giri con indumenti che io definisco da baldracca ti è andata ancora troppo bene, eh? Perché io normo, giudico, indico gli standard della morale sessuale, che non si applicano a me in quanto maschio. Io posso vestirmi come voglio. Io posso dirti quel che voglio. Esisti a mio beneficio, zoccola.

(…) la metà di quelle intervistate al tg5 che dicevano succede anche a me, erano cosi’ tanto cesse che bisognerebbe spiegargli che i barboni e i galeotti non valgono”

Ehi, signor Adone, perché non valgono? Barboni e galeotti maschi sono pur sempre un gradino più in alto delle miserabili femmine “cesse”. Inoltre, per sua informazione, purtroppo non è necessario rispondere ai suoi criteri di “bellezza” per essere molestate, stuprate, minacciate, insultate, assalite. Succede a bambine piccolissime. Succede a vecchiette decrepite. Succede a disabili. Succede a pazienti ospedalizzate. Succede alle donne qualsiasi sia la taglia del loro vestito, il colore dei loro capelli, il volume dei loro seni o delle loro natiche; succede che reagiscano o che non reagiscano; succede di giorno e succede di notte e succede in quartieri “per bene” e succede nei sordidi vicoli: succede perché individui come lei, signore, pensano di essere legittimati a farlo succedere.

Quella che segue è la traduzione di un intervento di un lettore, sul Guardian, a proposito del video. Un uomo. Un uomo a cui il messaggio è totalmente accessibile e chiaro. Sarà un disadattato? O sono gli altri che non vogliono capire?

“Mia moglie e le mie amiche regolarmente subiscono commenti quando sono per strada. A volte i commenti sono a sfondo sessuale, a volte sono minacciosi, in qualche occasione sono inoffensivi o stupidi. Ma tuttavia, non sono MAI voluti. Si tratta, a parer mio, largamente di una “cosa di potere”, un uomo che presume di non aver ripercussioni se è cafone con una donna per strada, se ne va sentendosi “alfa” e sapendo che praticamente non corre nessun rischio.” Maria G. Di Rienzo

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