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18 dicembre 2014 / miglieruolo

Sull’entropia d’un trittico

Hieronymus-Bosch-Triptych-of-Garden-of-Earthly-Delights-2-

Sopra i carri da morto _era finito il fieno_
trafitti di delizie
sbilenchi penzoloni dalle pance
mostri e ratti
(non vi pare che stanno qui tra noi quei malfattori?)
A imbavagliare commensali
cuochi d’alta fucina ingozzano i malvagi.
Sono proni
i lacché delle banche, i servitori
che adesso come allora fanno festa
al re che nudo gozzoviglia a oltranza.
Si barattano infamie
si vendono indulgenze agli assassini
i pesci muti vengono affettati
i topi si nascondono nei muri
e cosa mai ci resta da pensare
da musicare da comporre in frasi?

Possiamo solo mendicare il sogno
dei folli e dei poeti

abbiamo perso già da molti secoli
la facoltà di opporci alla malora
ciechi più delle talpe
nel ventre dei salotti ci ottundiamo
bevendo tè e veleno.
Ma forse partiremo da Hamelin
al suono del gran piffero
_quando l’assedio ci costringerà_
ad affogare il mondo in un pantano

intanto che ci vomita il sovrano
con un rosario in mano e un cero in

il resto è cosa nostra
Hieronymus sapeva e dipingeva
_sembravano colori, erano grida_
che mai si cheteranno sulla tela
e a buon ascoltatore
bucano mente e cuore. Tuttavia
se non saremo lesti a decrittare
non ci sarà madonna o santincielo
che possano venirci a traghettare

 

 

12 commenti

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  1. cristina bove / Dic 18 2014 10:12

    il resto è “cosa nostra”
    è oscurità, è menefreghismo, è abulia, è tutto quanto ci fa essere ancora, dopo secoli, vittime di governi iniqui, di sistemi religiosi narcolettici e castali, di cosche e corone e…
    dubito assai che quattro versi possano influire.
    mi sembra tutto inutile.

    a te grazie come sempre, della generosa ospitalità
    cri

    • miglieruolo / Dic 18 2014 12:18

      Scorcentante descrizione d’un trittico famoso, opera indimenticabile, una delle mie preferite, alla quale Cristina Bove ha saputo rendere omaggio. Ma l’operazione che la poetessa conduce, da vera artista, va oltre l’inchino a Bosch; il suo scopo è di illusttrane la modernità; nel mentre che si serve del trittico come leva per tradurre i vizi di ieri nelle turpitudini dell’oggi. Ma non turpitudini dell’uomo generico, turpitudini di alcuni uomini. I quali invece di farsi rappresentanti del meglio che possa esserci in noi, riassume, concentra e moltiplica il peggio.
      Il suo un grido di allarme è una denuncia, la dolente osservazione e la desolata constatazione.
      Questo, senza smettere un istante di produrre musica…

      • cristina bove / Dic 18 2014 12:38

        sai, Mauro, sembra sconcertante anche a me, che tutto ristagni come allora.
        i secoli bui ci rincorrono, e se da una parte c’è una maggiore diffusione di consapevolezza, dall’altra è con grande apprensione, direi con angoscia, che assistiamo al perpetrarsi di iniquità sociali, di turpitudine sfrenata, ancora ai giorni nostri.

  2. miglieruolo / Dic 18 2014 12:23

    Stavo per dire anche “grandioso”… senonché non c’è nulla di propriamente grandioso in Cristina Bove. La donna è troppo artista, troppo poco piena di sé per abbandonarsi a determinati deliri di grandezza. Lei non urla mai: suggerisce. Scava. Cerca. Pone in evidenza. Una grande poetessa del duemila che potrebbe essere che il Duemila, aduso com’è al titanismo e alle esagerazione, non voglia per il momento riconoscere.
    Pensiamoci noi. Diamo a Cristina Bove quel che è di Cristina Bove. E per il resto affidiamoci alla saggezza del tempo, che tutto uguaglia, e tanto valorizza.

    • cristina bove / Dic 18 2014 12:44

      ecco, questo mi sta bene, la grandiosità non mi appartiene, se non nella misura che appartiene a tutti, nel risveglio della coscienza.
      e, sinceramente, dopo aver sperimentato altre modalità dell’esistenza (ringrazio che mi sia accaduto), una volta acquisito il senso vero dell’essere, riconoscimenti e quanto altro, restano in secondo piano.
      mi piace pensare che quando non ci sarò più in questa dimensione, il mio pensiero sia stato una minuscola goccia d’acqua nell’oceano della consapevolezza.

      grazie, caro amico, della tua stima.
      che è ricambiata.

  3. lallaerre / Dic 18 2014 13:45

    eppure c’è tanto bisogno di minuscole gocce d’acqua come Cristina e la sua poesia… io non vedo altro modo di far crescere questa nostra miseranda umanità se non versandovi ciascuno la propria goccia di ‘sapienza’.

    • cristina bove / Dic 18 2014 14:10

      proprio così,cara lu, ciascuno la propria goccia di ‘sapienza’

      • gelsobianco / Dic 19 2014 02:54

        sì, piccola grande cri!
        sorriso vero
        gb

    • miglieruolo / Dic 18 2014 14:32

      Un bell’incontro questo tra due persone molto diverse, con una sensibilità diversa, tesa al ragiungimento di un medesimo fine. Grazie, Luciana, sappi che le tua solida presenza mi è sempre di conforto. Il nostro appuntamento, un appuntamento poetico, è al prossimo 19 dicembre: domani…

  4. gelsobianco / Dic 19 2014 02:53

    Lei è la piccola Cri con la sua grande poesia.
    E solo nell’incontro che vi è speranza!
    Grazie, Mau! Grazie per questo tuo spazio di incontro.
    Ti sorrido
    Ti abbraccio
    gb

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  1. da M.A.M. | cristina bove

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