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27 dicembre 2014 / miglieruolo

O mirabile mondo…

vecchio, che ancora contieni simili genti!

Miranda, "La Tempesta" di Shakespeare

Miranda, “La Tempesta” di Shakespeare

 

Miranda probabilmente oggi direbbe così la sua battuta più famosa. Perché se ad esempio fosse una brasiliana di San Paolo, alla domanda per insegnare nelle scuole del suo stato dovrebbe allegare i risultati di un Pap test o una dichiarazione medica che accerti il suo “non essere sessualmente attiva”. Ma le va bene, sapete, sino a un paio di anni fa doveva allegare alla domanda anche i risultati di una colposcopia (esame della cervice uterina). Niente di simile è ovviamente richiesto agli uomini che vogliono insegnare. A loro basta il normale certificato di “sana costituzione” ecc.

Be’, Miranda mica deve fare l’insegnante per forza: potrebbe spostarsi nello stato di Bahia o persino emigrare in Indonesia e, che so, cercare di entrare nelle forze dell’ordine: ma ops, in entrambe le località per fare la poliziotta deve avere l’imene in ordine, “non lacerato”. Questo è sempre importante, nevvero, ma diventa essenziale in una professione che ha (ok, avrebbe) come scopo la difesa dei cittadini e delle leggi, non si vorrà mica affidare tale onorevole compito ad una sgualdrina che l’ha già data via. I poliziotti maschi? Che domanda insulsa, sono maschi, quindi sono perfetti a priori e non ci sogneremmo mai di violare la loro privacy in questo modo; inoltre, si sa che gli uomini sono diversi e più fanno sesso più sono veri uomini e la morale sessuale la dettano ma non sono tenuti a osservarla.

D’altronde, Miranda potrebbe cercare di svolgere mestieri più ladylike, come il partecipare seminuda a comparsate televisive (gli uomini partecipano vestiti, vedete quanti privilegi hanno le donne al giorno d’oggi!) ed ottenere perciò il massimo rispetto. Certo, ci sono piccoli incidenti come quello accaduto durante uno show russo (“Tocca l’auto” – 7.12.2014) dove la concorrente in bikini è stata presa a cazzotti dal concorrente maschio che le ha rotto il setto nasale. E persino diventando una “star” qualche minuscola difficoltà può sempre occorrere, come ben sa l’attrice di Bollywood – l’Hollywood indiano – Gauahar Khan che è stata presa a schiaffi da un giovane signore dal pubblico (Concorso canoro “Stella grezza”, Mumbai, 2.12.2014). Il 24enne si è scagliato sulla donna perché, come ha spiegato in seguito alla polizia, lei “Essendo una musulmana non avrebbe dovuto indossare un abito così corto.”

Qualunque cosa faccia, Miranda dovrebbe sempre dare la massima attenzione al suo vestiario rispondendo a questa domanda fondamentale: ciò che indosso piace agli uomini? Perché se la risposta è “no”, gli uomini si arrabbieranno e potrebbero insegnarle ad essere più educata con qualche rudezza – sono maschi, dopotutto, è la natura che vuol così. E se la risposta è “sì”, potrebbe accadere che gli uomini compiaciuti si compiacciano al punto da premiarla con molestie e stupri… insomma, l’importante è che Miranda si renda conto che è sempre colpa sua. Kenya, situazione esemplare: il mese scorso, a Nairobi, dozzine di uomini hanno trascinato giù dall’autobus una donna perché indossava una gonna a loro giudizio troppo corta. Indecente. Svergognata. Porca. Allora cosa hanno fatto? Hanno spogliato la donna completamente (trionfo della logica) e l’hanno bastonata in strada (trionfo della cura, della sensibilità e della civiltà mascolina).

Sì, penso anch’io che Miranda abbia bisogno di prendersi una pausa a questo punto. Allontanarsi da ricerche di impieghi e mezzi pubblici, fare qualcosa da sola per lei sola. Magari concedendosi un pranzo al ristorante? Certo, purché non in Arabia Saudita. I ristoranti non accettano più donne sole, hanno i relativi cartelli affissi fuori, identici a quelli che bandiscono l’ingresso ai cani oggi e bandivano l’ingresso ai non ariani ieri. Ci vuole “un guardiano maschio”, spiegano i gestori degli esercizi, perché le donne sono “mentalmente instabili” e se sono da sole “fumano, usano telefoni cellulari e flirtano causando incredibile imbarazzo”. Giusto, una donna non accompagnata cercherà per forza un uomo che le faccia compagnia – strizzatina d’occhio -, una donna senza un uomo non è niente, non può voler stare per i fatti suoi e ridere al telefono con la sua migliore amica, la sua amata o il suo fidanzato. Da sola in un locale “flirterà” certamente.

Ma anche quando le donne sono accompagnate risultano problematiche, continuano i ristoratori: “Parlano a voce troppo alta, è davvero insopportabile e irrispettoso, e può avere un effetto negativo sui nostri affari.” Forse sarebbe meglio non farle entrare del tutto, maschio di guardia presente o meno.

Imporre alle donne un codice di abbigliamento – e niente di simile per gli uomini; bandirle dalla guida di automezzi; permettere loro di andare in bicicletta solo in presenza del “guardiano” suddetto e non fissare per loro un’età legale minima per il matrimonio, invece, sono cose sopportabilissime e rivelatrici del massimo rispetto. E oggi non ti parlo dell’Italia, Miranda, perché ne ho abbastanza. Maria G. Di Rienzo

 

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