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9 gennaio 2015 / miglieruolo

Benigni, il comandamento mancato

di Bozidar Stanisic   

Il giorno dopo la seconda serata di Roberto Benigni sui 10 comandamenti, un mio conoscente entusiasmato dello spettacolo (non immaginando che non io l’ho guardato) voleva sapere che ne penso.

«Non penso nulla, non l’ho guardato» gli ho risposto.

«Come mai?».

«Semplicemente, mancava l’analisi dell’undicesimo comandamento».

«Che sarebbe?» mi ha chiesto, perplesso ma curioso di sapere a che cosa puntavo.

«Non vivere su una montagna di soldi».

«… Non vivere su una montagna di soldi?».

«Sì, soprattutto se quella montagna si erige sopra la valle dei poveri, di giorno in giorno più numerosi…».

No, il mio conoscente non sapeva che l’onorario del comico fosse 4 milioni di euro.

«Però, non è unico…» ha detto provando a difendere Benigni: «Poi, la Rai butta via i milioni, e non da ieri… Ma questo non potevi saperlo perché non sei nato in Italia».

«Quindi è un problema antico per milioni di italiani…».

«Tuttavia, almeno valeva la pena vedere uno spettacolo di alta qualità».

«Può essere…».

«Tu sai che 10 milioni di italiani hanno visto quello spettacolo?».

«Può essere…».

«Dicono che il Papa abbia telefonato di persona a Benigni».

«Può essere…».

«Dicono che lo abbia ringraziato».

«Può essere…».

«Quindi da te vale che tutto “può essere”?».

«Certo, tutto tranne che guardare un comico ricchissimo spiegare cose veritiere».

«Cioè?».

«E’ semplice… Le cose veritiere dovrebbero essere spiegate da uomini credibili».

«Caro mio, Benigni è stato più credibile che mai!».

«Può essere…».

Mi ha guardato con sospetto, come se lo prendessi in giro, poi ci siamo salutati. Però, appena ha fatto alcuni passi si è fermato: «Per favore mi ripeti quel comandamento mancato».

«Non vivere su una montagna di soldi».

«Poi? Non è tutto…».

«…soprattutto se quella montagna si erige sopra la valle dei poveri, di giorno in giorno più numerosi».

«Hm… Interessante».

«Può essere…».

***

Completo il post riportando il commento che mi sono sentito di rilasciare sul blog nel quale è stato presentato lo scritto originale (per gli altri commenti vedi IVI):

Personalmente ho trovato non solo gradevole, ma anche positivo lo spettacolo. Forse perché la borghesia se ne infischia altamente di quei primi dieci comandamenti (aggiungo per chiarire: ed è importante invece gettarglieli in faccia)? Perché si è messa sotto i piedi le bandiere della liberta, della giustizia e dei diritti (ed è opportuno tornare a sventolarle)? Forse. Ma forse anche perché considero validi di per sé quei dieci comandamenti, che costituiscono le fondamenta, anzi il presupposto della più ampia democratica ed equa città futura.
Per altro non mi sento di rimproverare Benigni per i soldi tanti che si fa dare. Se mai sarei interessato a sapere cosa ne fa.
Come tanti altri attori dei media si colloca sul mercato e riesce a spuntare emolumenti che in altri ambiti di attività, per quanto ben pagati, non si sognano nemmeno poter avere. Non posso però far risalire a lui la responsabilità di un sistema di disuguaglianze e sprechi che annovera colpevoli ben più pesanti di un comico televisivo. A livello politico e economico, ma anche in altri livelli, sono legione, ed è contro questa legione che dobbiamo combattere. Non contro uno che, almeno, ha il coraggio di dire, a chiare lettere, che sottarre il lavoro e una remurezione che permetta alle persone di ben vivere equivale a rubare.
Poteva dirlo più chiaramente e dire di più? No, non poteva. Ma non in ragione dei milioni guadagnati, perché solo un comunista è in grado di dire di più. Qualsiasi donna, qualsiasi uomo di buona volontà non comunista, non è in grado di pronunciare le parole che tutti vorremmo udire e che sarebbe giusto venissero dette.
Ma non possiamo pretendere discorsi comunisti da chi non è comunista, e Benigni NON è comunista. Quello che ha dato è il massimo che poteva dare. Di più: quello che ha dato è il massimo che l’attuale TV era in grado di permettergli di dire.
Con tutto ciò il post ha il grande merito di aprire il discorso. Di porre al centro della riflessione la realtà delle disuguaglianze, nonché la necessità di non star dietro agli ambigui profeti. Prefeti che stanno da una parte e vorrebbero far credere (a volte anche a se stessi) di stare da tutt’altra.
Grazie Bonidar Stanisic: con il tuo permesso rebloggo…

miglieruolo

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3 commenti

Lascia un commento
  1. cristina bove / Gen 12 2015 02:14

    Ho gradito i primi due film con Troisi, il resto tutto un bluff, a cominciare da La vita è bella, stucchevole e offensivo nei confronti di chi lasciò la dignità e la vita in quei lager di dolore estremo.
    Chissà quanto ne fu amareggiato Primo Levi.
    Trovo esagerato ogni suo compenso.. Attento a non scontentare le alte sfere. Basterebbe il calibro di Fo per ridimensionarlo.
    Infine l’escamotage della Divina Commedia prima, dei Comandamenti adesso, per ingraziarsi clero, fedeli e simpatizzanti.
    declama sulle righe, autocompiacendosi da guitto.
    Tralasciando la recitazione della prezzemolina, ectoplasmatica moglie.
    insomma, mi sta proprio antipatico.
    E dico che il re è nudo.

    • miglieruolo / Gen 19 2015 13:35

      Mi ha colpito molto quanto dici su “La vita è bella”. Un film che non ho sopportato di vedere per intero. E’ il primo commento controcorrente in cui mi imbatto…

      • cristina bove / Gen 19 2015 13:53

        l’ho sempre pensato e sono me stessa nell’averlo detto.

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