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15 gennaio 2015 / miglieruolo

D’involontaria veglia

riflesso lampada e viso  - by criBo

dall’una all’una e un quarto
trascorse tutta la mia vita
in un compresso vuoto indicativo
un tramite invisibile _reale come il nulla_
a fibrillare in petto
il verdelume a vigilare gli angoli sommessi
fossero mai nascosti corvi e affini

quel diverso
per convenienza taciturno cuore
prestato agli anni ma
restato per fiducia un po’ bambino
non si dimette dalle sue mansioni
_circola una versione singolare_
escluso il salto quantico
potrebbe
un’altra volta almeno scandagliare
un abissale cielo di visioni

dall’una e un quarto in poi
ripresero i minuti a cadenzare
_sull’orologio dei respiri_ il fiato

 

**

Alla poesia non occorrono spiegazioni. E’ sufficiente lo scorrere dei versi a affascinare e provocare emozione. Una parola sembra l’inevitabile anticipo dell’altra, un disegno inesausto di armonia. Sarebbe però interessante scoprire il concreto di quel quarto d’ora. Se c’è stata un’occasione materiale o soltanto qualcosa di simbolico a ispirare. Sembrerebbe quasi che la poesia parli di un pericolo terribile, o di un tradimento nel ruolo del cuore, ma il tono è così lieve che sembra nulla. Che si stia parlando di una favola. L’illustrazione medesima suggerisce una atmosfera da sogno, con al centro un ingresso luminoso per il Paradiso.

Mauro Antonio Miglieruolo

10 commenti

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  1. lallaerre / Gen 15 2015 00:07

    un quarto d’ora sospeso in “un abissale cielo di visioni”… che a chi legge toglie il fiato!

    • fattorina1 / Gen 15 2015 08:48

      E motivi la durata della tua vita ( un’ora e mezzo) grazie al volo sopra l’abisso, il resto è macelleria quotidiana. La sai dire in un elegante dettato questa insania che tutti ruba e ben poco rende.
      Narda

    • cristina bove / Gen 15 2015 10:57

      un quarto d’ora in cui fuggiva il fiato… e poi tornò,
      .
      grazie, lu

    • cristina bove / Gen 15 2015 10:58

      un quarto d’ora in cui fuggiva il fiato… e poi tornò,
      .
      grazie, lu

      • cristina bove / Gen 15 2015 10:59

        e grazie a Narda, che tocca sempre punti nevralgici noti a entrambe.

      • miglieruolo / Gen 15 2015 18:03

        Questo è l’unico particolare che non mi era sfuggito…

  2. miglieruolo / Gen 15 2015 09:24

    Due commenti eleganti e semplici, che arricchiscono la poesia. Grazie Lallaerre, grazie Narda.
    Prendo i due commenti come una lezione di semplicità e profondità. Per far meglio in futuro…

    • cristina bove / Gen 15 2015 11:07

      caro Mauro, quel quarto d’ora reale, in cui il cuore sembra aver esaurito la sua corsa, e tutto si presenta sfocato, tranne quella cosa lì, quella speranza di ricevere amore e non vane parole.
      c’era, in quello spazio di battiti mancati, il condensarsi di tempi misteriosi e infiniti, che non è possibile esprimere in versi, per quanto generati proprio da quella pausa tra un respiro e l’altro.
      grazie

      • miglieruolo / Gen 15 2015 18:00

        Rispondi con l’abbozzo di una ulteriore poesia? Grazie…
        Allora forse il mio commento è servito a qualcosa.

Trackbacks

  1. da M.A.M. | cristina bove

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