Vai al contenuto
19 gennaio 2015 / miglieruolo

quando era – di Luciana Riommi

dal blog “Leggere riflettere scrivere” di lallaerre

(K. Malevich)

è come quando era essere sognati
era tenersi strettamente al ciglio
nel calpestio dei passi
e le tracce di pensieri
come foglie
a coprire sentieri trascurati

era ascoltare il fondo del silenzio
– dove altre voci
ed echi di rumore –
sul bordo di una quiete in-naturale

***

Spesso mi chiedo il perché d’una scelta, perché favorire una composizione in luogo di un’altra. La risposta raramente viene. Non basta chiamarle, le risposte, per vederle arrivare. Vengono quando decidono loro, non quando una/uno ne abbisogna. Così è stato per questa ennesimo cammeo di Luciana Riommi, madre di allusioni che equivalgono a certezze, donna che per professione guarda sotto le foglie in cerca di verità nascoste (e trascurate). Non trovandole queste risposte mi son detto che era meglio evitare: sarei solo riuscito a diminuire una poesia che, come ogni buona poesia, si teneva da sé, senza alcun commento che la illustrasse.

Ma poi, a distanza di tempo, le risposte sono arrivate, come spesso sogliono arrivare, senza annunciarsi e senza chiarimenti intorno alle intenzioni e ai contenuti. Sospinto da una intenzione segreta, sono andato nel luogo della programmazione e ho iniziato a scrivere, sapendo che avrei potuto, senza timore mi mancassero le parole e risultassero fuorvianti. La poesia, quando è vera, produce poesia (e spesso il commento non è che l’effetto di una buona proposta letteraria su colui che ha la fortuna di esaminarla). E io fiducioso ora ne scrivo, più però per valorizzarne gli effetti, la commozione, la perplessità, l’interesse,  che l’ostinata voglia di decifrare.

Così vedo nel fondo del mio silenzio le tante voci (le tante possibilità); e vedo che amo la poetessa in ragione delle sue poesie, ammiro la sua bellezza di donna che sa riversarsi nel frutto combinato dei pensieri e del sentire. Che ci parla del mondo e delle realtà come se si trattasse di un altro mondo. Che ci invita a NON tentare di capire, ma di lasciare che i versi parlino all’oscurità che regna in noi, per convincerla a comprimersi, a lasciar maggiore spazio all’essenza vera delle cose. Realtà che non è mai quella dei pensieri, cioé quella della personalitàz, l’inganno con il quale copriamo il nostro vero essere.

La nostra quiete, ma anche il nostro agitarsi, non ha nulla di autentico, nulla di naturale. Ascoltare è l’unica soluzione. Ascoltare noi stessi, ma anche il prossimo. Che, a dire il vero e Luciana Riommi ne sa qualcosa, costituisce un unico e contemporaneo ascolto.

Mauro Antonio Miglieruolo

10 commenti

Lascia un commento
  1. miglieruolo / Gen 19 2015 08:24

    Troppe parole mie a commento di quelle poche e significative di Luciana Riommi. E pensare che proprio in questi giorni sto apprendendo a pensare le cose per come sono, senza la mediazione delle parole.

    • lallaerre / Gen 19 2015 12:39

      Dopo qualche giorno di pausa dal web, trovo questa sorpresa. Ti ringrazio moltissimo, non solo per la condivisione di questo testo, ma anche perché mi suggerisci spunti di riflessione e altri possibili significati.
      Un caro saluto, pieno di gratitudine.

      • miglieruolo / Gen 19 2015 13:29

        Questa poesia nasconde lati oscuri da chiarire. Non perché sia ermetica, perché fa appello a aspetti della realtà con i quali non abbiamo confidenza: non possediamo una base di pensieri sui quali lavorare per produrne altri. In effetti avevo iniziato a lavorarci, tramite tablet; strumento che però, inspiegabilmente, di punto in bianco ha cessato di funzionare. Alla Samsung mi hanno spiegato come fare a ripristinarne l’attività, ma ormai era tardi. Il barlume di comprensione acquisito era irrimediabilmente perduto.
        Comprendi, allora, quello che stai facendo cara Luciana? in pieno il tuo dovere di poetessa! quello di spremere dalle persone, se le persone vogliono, ciò che ordinariamente non considerano, e che sarebbe invece importante considerare.

      • miglieruolo / Gen 19 2015 13:32

        Una poesia sulla quale è importante riflettere. Con il tuo permesso io la riproporrei volentieri a un anno da oggi. Per saggiare le reazione dei lettori? No, per offrire loro una ulteriore possibilità di riflessione. Non sulla validità della poesia, ma per acquisirne meglio i contenuti, per cercarli in se stessi e farli venire fuori.

  2. cristina bove / Gen 19 2015 13:56

    ” La poesia, quando è vera, produce poesia (e spesso il commento non è che l’effetto di una buona proposta letteraria su colui che ha la fortuna di esaminarla).”

    • lallaerre / Gen 19 2015 14:10

      A trovare ‘poesia’ in un testo è sempre il ‘poeta’ che lo legge.

  3. lallaerre / Gen 19 2015 14:11

    Mauro, nulla in contrario a darci un appuntamento tra un anno per rileggere insieme le mie e le tue parole!

  4. tramedipensieri / Gen 19 2015 15:07

    Raramente si pensa che gli altri possano sognarci, in certi casi lo auspichiamo…

    Nei nostri sogni sogniamo gli altri in gran segreto….
    E nessuno sa

    Un saluto a Voi poeti
    un abbraccio
    .marta

    • lallaerre / Gen 19 2015 19:28

      Un caro saluto a te, Marta, sempre presente…

Trackbacks

  1. nel blog di Miglieruolo | Leggere riflettere scrivere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: