Skip to content
28 gennaio 2015 / miglieruolo

Amore mio, non attraversare quel fiume

dal blog di lunanuvola

La storia di due esseri umani devoti l’una all’altro, presenti l’uno per l’altra, il cui amore reciproco resta intatto per lungo, lungo tempo: questa è in sintesi la trama di un film-documentario che in Corea del Sud ha bruciato, per numero di spettatori, i blockbuster americani “Interstellar” e “Exodus: Dei e Re”, contando un milione di presenze nelle prime due settimane di visione.

lovebirds

Il titolo del film, “Amore mio, non attraversare quel fiume”, viene da una canzone tradizionale (Gongmudohaga) e metaforicamente significa “non morire”. L’apertura, infatti, vede l’89enne Kang Gye-yeol piangere sulla tomba del marito Cho Byeong-man, deceduto a 98 anni di età. Poi la storia si riavvolge su se stessa e ci porta ad un anno prima, mostrandoci la vita quotidiana di una coppia insieme da 76 anni.

Dovunque vadano, marito e moglie ci vanno tenendosi per mano. I loro vestiti combaciano per colore e fattura. In primavera, raccolgono fiori insieme e con essi si ornano vicendevolmente i capelli. Giocano con l’acqua del fiume in estate. In autunno spazzano e raccolgono le foglie secche ma non mancano di tirarsene addosso manciate. In inverno, fanno insieme pupazzi di neve.

pupazzi di neve

La cura e la tenerezza che Gye-yeol e Byeong-man mettono in ogni gesto rivolto al partner, la gioia che provano ad essere insieme, il reciproco rispetto, il loro armonizzarsi alle stagioni che passano sono i soli elementi di una narrazione che non intende spingere sulle corde emotive del pubblico (la morte di Byeong-man e il funerale, ad esempio, non sono mostrati): pure, è impossibile guardare questi due anziani godersi la vita con intensità quieta e struggente senza commuoversi.

Un’altra sorpresa, in aggiunta all’affluenza, è la composizione del pubblico di “Amore mio, non attraversare quel fiume”: poiché tratta di una coppia di anziani ci si aspettava che sarebbero stati gli anziani ad andare a vederlo, invece per il 54,2% si tratta di persone sulla ventina, seguite dai trentenni (24,3%) e dai quarantenni (15,5%). Nemmeno il regista Jin Mo-young, nonostante il film avesse vinto il premio del pubblico nel settembre scorso, al DMZ International Documentary Film Festival, si aspettava un successo di tale portata: “Non credevo che la risposta sarebbe stata così forte. Sembra che persone di tutti i tipi siano toccate dal documentario. Penso sia perché fa capire cosa l’amore è davvero.”

In una società in cui le relazioni umane sono rigide e frammentate, hanno aggiunto i critici cinematografici, questo film parla direttamente ai cuori. Qualcosa, io credo, di cui abbiamo ovunque bisogno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: