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5 febbraio 2015 / miglieruolo

Ma la mamma no

Dunque, adesso conosciamo il “limite” del sig. Bergoglio, Papa della chiesa cattolica: la mamma (sua). Non è un limite particolare o sorprendente, è molto condiviso dai maschi a qualsiasi latitudine ed è usato come giustificazione per un’infinità di reazioni violente. “(…) se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! – spiega il Papa in un’intervista pubblicata oggi, 15 gennaio 2015 – Ma è normale! Non si può provocare.”

Don Bergoglio

Don Bergoglio

Considerata la posizione dell’uomo che dice quest’immane sciocchezza, i danni al lavoro delle attiviste e degli attivisti antiviolenza avranno un certo peso. La violenza è di nuovo presentata come inevitabile dal capo di una delle maggiori religioni mondiali. Le vittime di violenza se la sono attirata addosso, “provocandola”. E c’è una categoria di persone, sul nostro pianeta, investita da una quantità di violenza estrema a cui si ripete proprio questo, che provocano: le donne che muoiono per mano dei loro partner, le donne violate, le donne picchiate, le donne che subiscono abusi in famiglia. Molte di queste donne sono madri. Il rispetto per la loro integrità corporea e la loro volontà ammonta a zero, spesso, persino da parte di quei figli che però non permetteranno a nessuno di dir loro parolacce.

E’ seccante doversi ripetere, sia per chi parla sia per chi ascolta, ma non sono disposta a lasciarmi travolgere dalla stanchezza, perciò, tanto per ri/cominciare: NON C’E’ NIENTE DI NATURALE, DI INEVITABILE, DI PREDISPOSTO NELLA VIOLENZA.

I geni non producono individui inevitabilmente predisposti alla violenza.

La violenza non fa parte del nostro retaggio evolutivo ne’ dei nostri geni.

Le nostre azioni sono modellate dal nostro condizionamento e dalla nostra socializzazione: nella nostra neurofisiologia non v’è nulla che ci obblighi a reagire con violenza.

Lo dico io? No, lo dice la “Dichiarazione sulla violenza” rilasciata il 16 maggio 1986, a Siviglia, al termine di un consesso dei maggiori esperti mondiali in etologia, psicologia, neurofisiologia, psichiatria, antropologia, comportamento animale, psicobiologia. “In essa sfidiamo alcune presunte scoperte biologiche che alcuni, anche nelle nostre stesse discipline, hanno usato per giustificare la guerra e la violenza. L’abuso di teorie e dati scientifici (…) non è nuovo, ma risale agli inizi della scienza moderna. Per esempio, la teoria dell’evoluzione è stata usata per giustificare non solo la guerra, ma anche il genocidio, il colonialismo e la soppressione dei deboli.” E da allora non vi sono state eclatanti scoperte scientifiche che smentiscano tale analisi.

Cosa significa, questo? Che non c’è un responso fisiologico automatico e violento (il pugno) alla parolaccia detta alla mamma. Quindi no, Bergoglio, non è “normale”, è “normalizzato”, il che è tutt’altra faccenda.

Poi, prosegue il Papa riferendosi esplicitamente al recente massacro parigino, “Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede. (…) Tanta gente che sparla di altre religioni o delle religioni, che prende in giro, diciamo “giocattolizza” la religione degli altri, questi provocano. E può accadere quello che accadrebbe al dottor Gasbarri se dicesse qualcosa contro la mia mamma! C’è un limite. Ogni religione ha dignità, ogni religione che rispetta la vita e la persona umana, e io non posso prenderla in giro. Questo è un limite. Ho preso questo esempio per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti. Come quello della mia mamma.”

Certo, e però ce n’è un altro, di limite alla libertà espressiva: quello dell’alzare le mani. Se io prendo in giro la religione, o le religioni, A PAROLE perché chi si sente offeso da ciò non può A PAROLE rispondermi? Perché non può dirmi, sul tirare in ballo la sua mamma o la sua fede: “Guarda, questo mi fa star male.”, “Quel che hai detto non c’entra nulla con ciò di cui stiamo discutendo.”, “Non continuo a parlare con te se nel farlo devo subire insulti a me, a mia madre e alla mia religione.” Perché deve invece tirarmi un cazzotto o imbracciare un fucile? Io posso aver fatto uno o più errori, parlando con questa persona (azioni) e posso persino essere chiamata a risponderne legalmente, ma nulla dà al mio interlocutore la potestà dell’infliggermi lesioni o la pena capitale a suo capriccio.

La sa un’ultima cosa, Bergoglio? Se io avessi dovuto sparare ogni volta in cui sono stata insultata, ogni volta in cui ho subito violenza di genere, ogni volta in cui il mio corpo è stato “giocattolizzato” e deriso, ogni volta in cui tutto questo è accaduto a un’altra bambina, a un’altra ragazza, a un’altra donna… avrei riempito migliaia di cimiteri. E molti morti sarebbero stati suoi correligionari. Ma, fortunatamente, io non dimentico mai di essere umana e di aver sempre a che fare – anche nei casi più terribili – con altri esseri umani. Maria G. Di Rienzo

P.S. Dubbi? Ho già risposto qui:

https://lunanuvola.wordpress.com/2012/12/28/nulla-ci-obbliga-alla-violenza/

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One Comment

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  1. passoinindia / Feb 5 2015 07:14

    Grazie grazie grazie. Pienamente condiviso.

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