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28 febbraio 2015 / miglieruolo

acting out di Luciana Riommi

dal blog  leggere riflettere scrivere

 ***

dietro la soglia
era l’attesa di secondi fini
ed un motivo inedito
a strafare

quello che è fatto è fatto
e non sa più parlare

 

 ***
La poesia rispetta in pieno il programma del blog nel quale è stata presentata per la prima volta. Lo rispetta nel quanto è inscritto nel titolo…
E sembra quasi udire una voce che sommessamente recita, che mentre recita riflette e scrive. Ma qual’era lo stato d’animo che ispirava in quello specifico momento la poetessa? Non sono certo io che lo posso dire, che lo posso capire. Quello a cui arrivo, e del quale mi soprendo, è la profonda pacatezza che le parole ispirano (una mera presa d’atto). La stessa probabilmente che ha ispirato l’autrice. Emozione sottile, inavvertita forse, quella fornita di un esistenziale punto interrogativo.
Chissà se si è resa conto di stare abbozzando i lineamento di una poetica? Chissà se è vero che me ne sono reso conto, e dico il vero?
Resta che il fatto parla attraverso se stesso, quasi mai ha altro da dire… e la poesia? La poesia avvia un discorso che non ha mai fine, che è un parlare e un evolvere continuo. A patto che, arrivato a un certo punto, smetta di parlare. Anzi, di più, non voglia, non abbia, non sappia più parlare.
Mauro Antonio Miglieruolo
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3 commenti

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  1. lallaerre / Mar 2 2015 13:40

    Vedo solo oggi questo post… Non saprei proprio dire se stavo “abbozzando i lineamenti di una poetica”, so però che credo, nella vita, nel lavoro e forse anche nella “poesia”, all’importanza della riflessione che si interpone tra il sentire e l’agire.
    Ti ringrazio degli spunti che mi offri e, come sempre, del tuo apprezzamento.
    Un caro saluto
    luciana

  2. cristina bove / Mar 2 2015 18:08

    a parte l’indiscutibile bellezza della sintesi poetica, in questo testo avverto un che di amaro, di pungente.
    ma forse mi sbaglio, e chi “non sa parlare” è l’alter ego che si è per un attimo sostituito al solito pacato dire di Luciana.

    grazie e un caro saluto a lei e all’ospite
    cri

    • lallaerre / Mar 2 2015 19:02

      è vero, Cristina, a non saper parlare è proprio quell’alter ego che preme alle spalle e si sostituisce al soggetto “pensante”! e l’amarezza sta forse nel vederlo troppo spesso all’opera…
      Un abbraccio

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