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20 marzo 2015 / miglieruolo

Ehi, ma quanto pesavano?

La Sfinge risponde: NON SONO FATTI TUOI.

Sintesi (con correzioni ortografia – grammatica – sintassi) della marea di odiatori, ahimè tutti maschi, in possesso di mezzo neurone usato malissimo, a commento della vicenda:

Ma quanto pesavano, le figlie, perché nessuno ci dà questo dato essenziale?

Ah, la denuncia è dell’ex moglie, quindi molto probabilmente falsa.

Se invece fosse stata una mamma a farlo era solo amore per i figli.

Dieci mesi li dovrebbero dare alle figlie per tornare al loro peso forma.

L’obesità, alla lunga, è un enorme costo sociale.

Così poi i costi dell’obesità delle figliuole li paghiamo noi vero?

Mangiare sano e fare sport nell’età dello sviluppo… Davvero un mostro.

Quanto pesa la pm?

Il giudice dev’essere un peso massimo che si è risentito.

Dire grasso a chi è grasso è un’offesa? Un padre che vuole bene alle figlie viene processato, che mondo!

Io denuncerei i genitori che hanno figli grassi, perché hanno fallito.

Io invece i dieci mesi li darei all’intera vostra brigata: non di galera, di scuola. Una scuola un po’ coatta, se vogliamo, dove non sareste felicemente bombardati 24 ore su 24 da immagini di donne bianche bionde magre con tette al silicone e ritoccate con photoshop. Dove le panzane dell’industria dei prodotti dietetici dovreste rimangiarvele ad una ad una inzuppandole nel caffellatte. Dove oltre a dati reali, scientificamente controllati, su peso e salute, vi verrebbero fornite lunghe e dettagliate lezioni sul rispetto che dovete agli altri esseri umani: soprattutto quando essi sono vulnerabili per qualsiasi motivo – età e non rispondenza ai modelli di “bellezza” in auge, per esempio.

Dire grasso a chi è grasso è un’offesa? Non c’è altro motivo per dirglielo, in effetti, stante l’ammontare di stigma che la nostra epoca ha messo sul peso corporeo e che i vostri commenti del menga esprimono alla perfezione. O credete che una persona grassa sia per antonomasia anche priva di vista e tatto?

Voi pagate i costi dell’obesità? Quali, egregi ignoranti che non siete altro? Alle persone grasse non fanno pagare i ticket sanitari? Se sei grasso è tutto esentasse? Io vado dal medico, in media, una volta ogni dieci anni, non sono malata, le mie analisi (per cui sborso euro personalmente) mi dichiarano in salute e voi a me non avete mai pagato un piffero. E’ molto più probabile che sia stata io a pagare per voi. Ma nell’eventualità non sarebbe un problema, per me: facciamo parte della stessa comunità umana e sopravviviamo solo sostenendoci l’un l’altro.

Quanto pesavano queste ragazze? Imparate il primo mantra della convivenza civile: NON VI RIGUARDA. Non avete nessun bisogno di saperlo. Il loro peso non è il reato per cui il padre è stato denunciato, il reato sono i maltrattamenti e cioè l’umiliare costantemente due ragazzine per il loro aspetto, metterle a dieta e sottoporle a coercizione fisica (fare sport a livello agonistico per obbedire agli ordini paterni, senza avere alcun desiderio al proposito, si traduce in sofferenza e basta).

Mangiare cibi sani e muoversi sono senz’altro fattori che contribuiscono a mantenere un corpo in salute. Ma non bastano, perché la salute è un concetto multidimensionale. Il che spiega perché molti specchi della cosiddetta “fitness” schiattino lo stesso di cancro o di ictus, e come una depressione grave si ripercuota su analisi fisiche. In secondo luogo, ad esempio, i cibi macrobiotici se li può permettere il papà in questione, molti altri no. Io a volte ho difficoltà persino ad acquistare la verdura fresca che mi piace moltissimo e di cui vivrei, se il mio stato economico me lo consentisse. E per finire, come mai – povertà a parte – vedete così poche persone grasse in palestra, sul campo di calcio o di tennis, a danza classica, a scherma? Non perché tutte conducono una vita sedentaria. Non le vedete perché le cacciate via, con i risolini, le gomitate o gli insulti espliciti. Non le vedete perché gli istruttori dicono loro di tornare quando avranno perso peso. A volte non le vedete neppure dal droghiere o a portar fuori il cane, se possono evitarlo, solo perché quel giorno non ce la fanno proprio a sopportare un’altra dose di odio fornita da stronzetti come voi.

Maria G. Di Rienzo

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