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21 marzo 2015 / miglieruolo

Chiaro? Mica tanto

Una graziosa bimbetta? No, Luigi XV, e avrei voluto vedervi dargli dal travestito…

 

Prendete questa noiosissima solfa della “teoria del gender”

(https://lunanuvola.wordpress.com/2014/11/16/il-genere-non-e-unideologia/)

usata per l’orribile complotto sfascia-famiglie che ci renderà tutti omosessuali e pedofili. In provincia di Perugia, attestano i giornali, le famiglie degli studenti si sono viste recapitare fuori dalle scuole un “manuale di autodifesa dalla teoria del gender”, una sorta di decalogo – le nuove tavole della legge – in cui si invitano ad esempio i genitori a controllare “costantemente che nella scuola di vostro figlio non si parli di omofobia. Sono parole chiave che nascondono l’indottrinamento della teoria del gender. Controllate ogni giorno i loro quaderni e diari. E date l’allarme!” Forse c’è un errore – l’omofobia… sono – o le parole chiave indicate sono di più, non ho modo di saperlo. Tuttavia, manuale perugino e successivi cloni (soprattutto in Veneto) sono concentrati sul rifiutare gli incontri con associazioni di persone omosessuali nelle scuole, respingere i rappresentati della “cultura omosessuale”, schivare le “insidie dell’ideologia omosessuale” e una delle organizzazioni coinvolte si spinge a segnalare sul proprio sito una lista di “asili gay friendly” (?) da cui stare alla larga. Diventa perciò abbastanza evidente che questa fantomatica “teoria del gender” è solo un altro nome, più comodo, con cui chiamare l’odio per le persone omosessuali – l’omofobia, appunto. Non sono un omofobo, sono un combattente per la libertà che si difende dall’indottrinamento del gender!!! Suona meglio, sì?

Però non appena il nobile partigiano dice questo, salta invariabilmente fuori l’ingenuo/a che chiede: cos’è la teoria del gender? E qui l’asino, rispondendo, casca così male da farti venir voglia di chiamare un’ambulanza (non ho corretto i testi).

“Fortunatamente i genitori italiani sono molto intelligenti e quando spieghi loro cosa ci sia dietro la educazione al gender capiscono e di conseguenza sanno cosa fare. Basta illustrare loro la vita e la storia dei teorici di questa cultura per comprendere quanto sia abbietta. Il dott Kinsey (famoso per i suoi studi sulla sessualità) pedofilo e teorico dell’amore coi bambini (…) la scrittrice Simon de Beauvoir, compagna di Sartre, bisessuale, con cui scambiava le studentesse sue amanti. Si potrebbe andare ancora avanti sui teorici dell’indifferentismo sessuale. Valutate gente.”

Teoria/educazione/cultura “dell’indifferentismo sessuale”? Non può aver nulla a che fare con il concetto di “genere”, che dalla differenza sessuale parte. Quando qualcuno dà a questa persona già molto agitata – dopotutto è in guerra – dell’ignorante, ecco che succede:

“L’ignorante e’ lei che non conosce la cultura gender ed i suoi teorici, chiaro! Studi e si ripresenti! (…) Il dottor Kinsey è stato il primo a formulare la parola gender in sostituzione di sex ed a teorizzarlo, chiaro. Ed il dottor Kinsey ha teorizzato che i bambini provavano piacere sessuale per cui questa loro caratteristica doveva essere implementata, e lui stesso lo metteva in pratica, chiaro! La sua risposta mostra che si occupa di cose che non conosce, farebbe meglio ad approfondirle, CHIARO!”

Be’, non è molto CHIARO!. La parola “gender” riferita al sesso di appartenenza si trova in lavori letterari britannici a partire dalla seconda metà del 1.300. Kinsey è venuto un po’ dopo. Per quanto riguarda la pedofilia, credo il signore agitato si riferisca alle critiche sollevate cinquant’anni dopo la pubblicazione del primo libro del Rapporto Kinsey sul capitolo quinto, “Sessualità infantile”, in cui si indaga sulla capacità dei bambini di provare un orgasmo. Un documentario inglese suggerisce che i dati riportati potrebbero essere il frutto di abusi sessuali sui bambini riferiti da pedofili. Non riesce a provarlo. Chi ha girato il documentario non lo sa con certezza e non ha dimostrato che Kinsey fosse pedofilo. Ma anche se così fosse, anche se Simone de Beauvoir andava a letto con uomini e donne, e un amico di un cugino di un mio collega dopo essere stato indottrinato da un omosessuale ha… frequentato un festino orgiastico, si è messo scarpe con i tacchi e si è fidanzato con una lesbica (accidenti, che sia Berlusconi?), dove diamine è questa “teoria del gender”, che cosa diamine è?

Meno male che arriva in nostro soccorso il triste, disincantato filosofo:

“(…) la teoria di genere è un paradosso, una teoria cieca, contro l’evidenza e il valore che ha la nostra corporeità. La scuola laica o religiosa che sia non può perdersi in queste sciocchezze. Il mondo ride di noi. (Nda. Santo cielo, signore, se il mondo la legge le credo senz’altro) L’ultima spiaggia di una decadenza che segna in modo evidente l’occidente e ci rende inetti per il futuro.”

Abbiamo per caso capito di che tratta questa “teoria”? No, ci basti sapere che è paradossale e decadente e inibisce il futuro dell’occidente. Perché mai le maggiori istituzioni transnazionali (Nazioni Unite, Parlamento Europeo, Organizzazione Mondiale per la Sanità, ecc.) perseguano la distruzione del futuro occidentale reiterando su “gender mainstreaming” e politiche di genere resta un mistero. E restano anche i fatti, scientifici, concreti: il genere è la costruzione dei rapporti sociali fra uomini e donne e dei ruoli sociali di uomini e donne. Attorno ai 2/3 anni un bimbo e una bimba possono aver già piena coscienza che il loro sesso (maschile o femminile) comporta l’appartenenza a un genere, e che da tale genere ci si aspettano comportamenti predeterminati: questo giocattolo, questa attività, questo vestito non è da femmine, non è da maschi… Una volta sistematizzati in questo modo azioni e oggetti, la società attribuisce loro un valore gerarchico: azioni e oggetti rubricati come “maschili” finiscono per avere più valore dei loro corrispettivi “femminili”.

Gli adulti tendono a differenziare anche il loro responso ai tentativi di comunicare dei bambini e delle bambine. Se il marmocchietto strilla, si lagna ad libitum, si rotola per terra, pesta i piedini, gli adulti gli prestano attenzione e magari lo prendono in braccio più spesso e più velocemente di quanto facciano con la marmocchietta che si comporti in modo simile. Alla bambina si risponde più facilmente se usa gesti, linguaggio, toccamenti gentili… si chiama “socializzazione al genere”, impavidi difensori della famiglia, l’avete ricevuta anche voi.

E per finire, in che modo essere consapevoli che sesso e genere non sono la stessa cosa minaccia la famiglia? Chi, cosa vi impedisce di farvene una e di vivere in essa come vi pare? Perché mai gli/le omosessuali dovrebbero volere qualcosa dalle vostre famiglie? Rispetto a parte, beninteso, che sino ad ora non avete mostrato.

Vi dirò io qualcosa che vogliamo tutti/e, femministe isteriche e comunistoidi distruttori e froci maledetti e lesbiche pazze: vogliamo signoria sui nostri corpi.

Così, proprio così.

 

E’ il prerequisito per essere libere/i nella partecipazione alle società in cui viviamo, ed è un ingrediente fondamentale della democrazia e della pace. E’ impossibile essere pienamente membri di una comunità umana, consci dei propri diritti e doveri, se è qualcun altro ad essere incaricato di decidere con chi esci, con chi puoi fare l’amore, con chi puoi andare a vivere, che abiti devi indossare, dove puoi andare, se devi avere figli e quanti. In troppi paesi le relazioni fra due persone dello stesso sesso sono proibite, socialmente inaccettabili e persino bandite per legge: ma questi stessi paesi non si fanno scrupolo di chiedere alle stesse persone di pagare le tasse, di fare il servizio di leva (ove sia obbligatorio), di sottoporsi a sacrifici e rinunce ad ogni nuova crisi economica…. Capitemi, se come donna non ho il diritto di decidere se interrompere una gravidanza oppure no, ne’ quello ai contraccettivi d’emergenza, perché devo pagare la sanità pubblica? Se come lesbica non posso (qualora io lo desideri) rendere legale l’unione con la mia compagna, se come gay non posso neppure fare domande ai vostri straordinari convegni con preti pedofili acclarati fra il pubblico, cosa mi rende parte della comunità e perché mai dovrei esserle leale, visto che essa non lo è con me?

Il diritto di ogni persona di prendere decisioni sul proprio corpo è sancito in numerosi documenti internazionali, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel 1994, la Dichiarazione NU de Il Cairo asserì che ogni individuo ha il diritto di decidere quando e con chi fare sesso o riprodursi. Ha anche stabilito che contraccettivi, educazione sessuale e aborto legale dovrebbero essere accessibili a chiunque. Sono tutte cosucce che l’Italia ha sottoscritto, per quanto fatichi davvero ad implementarle, ma a livello formale, cari difensori dall’indottrinamento del gender, dicono che ad essere fuori luogo sono le vostre analisi e rivendicazioni sgrammaticate, non le mie – che almeno le scrivo in italiano. Maria G. Di Rienzo

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