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26 marzo 2015 / miglieruolo

Nuances di cristina bove

dal blog di cristina bove

balaustra sull'irreale - by criBo

                           

Sbircia dalle finestre
l’azzurro cinerino del plumbago.
Il trenta agosto di tanti anni fa
_sembra passato solo da un minuto_

sul parapetto della balconata
ancora accade.

Si svolgono processi iterativi
come la vita d’ogni santo giorno
l’avvicendarsi del respiro in petto.
L’uomo che dorme avvolto
dal copriletto di ciniglia blu
lei che s’arresta muta sulla soglia

dentro la stanza s’ingrigisce il tempo
s’acquattano ricordi

fuori l’ottobre è vivido di giallo

***

Magico momemto di poesia, delicato, che invita alla nostalgia. Ma che non è nostalgia di un tempo anteriore manipolato dal ricordo, è nostalgia del tempo presente,  di una esperienza preziosa che si vorrebbe rivivere, pur essendosi consumata irrimediabilmente. È il vuoto del presente  (la possibilità inespressa,  sulla realizzabilità della quale la speranza scommette sempre) , piú che il pieno del passato, a generare la nostalgia.  Nel paragone tra il tempo del plumbago (che è il minuto anteriore della poetessa) e il grigiore dei ricordi, trova rifugio e ricetto la poesia. O meglio, la sensibilità dell’artista trova modo di inserirvi il momemto di bellezza che abbiamo avuto la fortuna di leggere. Consolati e direi anche appagati da quell’ottobre vivido di giallo che cancella,  anzi rende impossibile ogni malinconia.
Semplicità e autenticità costuiscono l’asse portante di questa poesia. Che ho goduto come poche altre.
Molto bella anche l’immagine a corredo.

 

Mauro Antonio Miglieruolo
 

 

 

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9 commenti

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  1. miglieruolo / Mar 26 2015 00:31

    Questa poesia non la iscrivo nel registro dei meriti della poetessa, ma in quello molto più voluminoso delle imprese dell’amore. Da quest’ultimo promanano le parole, lui a guidare l’emozione. L’amore fa ciò che null’altra potenza può fare e rende le persone umane, cioè divine, molto più di quanto sia capace l’intelligenza.
    Privilegio di Cristina Bove è stato l’aver saputo vivere quel momento e l’aver accettato il suggerimento di e come rappresentarlo. Potente e ispirata l’ha fatto da par suo, in modo acconcio. Ha saputo far vedere e sentire “l’uomo che dorme” e offerto la possibilità di cogliere l’emozione dell’autunno, un’emozione evocata per sottolineare l’eterna primavera dell’amore. Utilizzando la leva di un particolare e specifico amore.
    Mauro.

    • cristina bove / Mar 26 2015 00:50

      grazie, Mauro, di saper cogliere tanto in questi versi.
      la data cui mi riferisco è il giorno del mio “volo”… anzi, la notte del miracolo.
      non ricordo molto di quei giorni terribili, ma so che da una morte si rinasce e si vive in un perenne prodigio, con l’anima che registra ogni emozione, ogni conquista.
      l’amore che tutto muove, e tutto perdona.
      e ci fa dono di colori e luci, di mutamenti e ritorni.
      cri

      • miglieruolo / Mar 26 2015 16:11

        Stupefacente allora che tu abbia saputo illustrare quella contingenza con parole che ispirano serenità. Dentro di te, nonostante tutto, permane un oceano di dolcezza che utilizza ogni occasione per manifestarsi. Forse c’è anche il pianto (di pianto è piena l’umanità) ma anche una sconfinata forza che tende a condensare e diffondere armonia.

      • cristina bove / Mar 26 2015 17:10

        Sono l’unica a non rendermene conto, credimi, Mauro.
        In tanti mi riconoscono serenità e dolcezza, io non ne sono sicura.
        Ma forse c’è qualcosa in ciascuno di noi di cui non siamo consapevoli, ma che gli altri colgono. e questo ci dà un po’ di respiro.
        Grazie delle tue belle considerazioni.
        un carissimo saluto
        cti

    • gelsobianco / Mar 28 2015 22:32

      Oh, Mauro, che bello è stato raccogliere in me ciò che hai saputo farmi giungere.
      Grazie.
      Un abbraccio e un sorriso
      gb

  2. frantzisca / Mar 26 2015 11:34

    Bellissima Come sempre quanto racconti in pochi versi mi riempie d’emozione incontenibile. Passato e presente inscindibili hanno forgiato le luci che emanano da te ora, il tuo parapetto eterno presente, come per me altro.

    • cristina bove / Mar 26 2015 12:19

      esattamente, Fran! e questo eterno presente ci salva dalla scissione.
      in fondo siamo tutti “tra”… c’è chi se ne accorge e chi no.
      🙂

  3. gelsobianco / Mar 28 2015 22:30

    “dentro la stanza s’ingrigisce il tempo
    s’acquattano ricordi

    fuori l’ottobre è vivido di giallo”

    Emozionata davvero.

    Cri cara, quanto!

    Bellissima la poesia.
    Mi ha colpito anche l’immagine.

    Grazie, Cri.
    Abbraccio
    gb

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  1. da M.A.M. | cristina bove

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