Skip to content
31 marzo 2015 / miglieruolo

La lingua natale di una donna

dal bkog di lunanuvola

(di Imani Cezanne, poeta contemporanea e studentessa universitaria. Trad. Maria G. Di Rienzo)

Detesto quando la gente chiama “schiavitù” il proprio lavoro, perché esiste il lavoro

e poi esiste la schiavitù.

Riusciamo a vedere la differenza?

Proprio come il cucinare, no? Poi c’è la cottura al microonde.

imani

C’è l’uscire insieme. Poi c’è lo scopare.

C’è “Non so”. E poi c’è il “Sì.”

C’è inebriata. E poi c’è il “Sì.”

C’è silenzio. E poi c’è il “Sì.”

C’è il sesso da ubriachi. E poi c’è lo stupro.

Vediamo come queste cose sono diverse?

Da quando in qua il silenzio è diventato per te il permesso di entrare in me?

Il consenso è la lingua natale di una donna.

Noi non dimentichiamo le parole che consentono di entrare in noi: ciò significa che se non le senti, non ci sono.

Non hai il permesso. Non hai il permesso.

Ci sono uomini, vedi… e ci sei tu.

Riesci a capire la differenza?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: