Skip to content
2 aprile 2015 / miglieruolo

Alla fonda di cristina bove

dal blog di cristina bove

 

 

la bolla - by criBo

 

Si scivola così dall’aria al mondo
dalle zone del sogno al pavimento
dietro finestre senza infissi
come l’avesse scardinati il tempo

e come si può vivere di rose
quando si è dentro spine d’uragano
quando la stessa voce che t’amava
ammutolisce arresa? _accadde un giorno
ch’era già notte dal mattino e non
s’udirono campane a dirci vivi

il corpo rimaneva in qualche punto
annesso alla finzione dell’esistere

la mente trova spazi
per rifugiare il cuore in quarantena
“fino a completa guarigione”

 

 

***

Non credevo possibile dire tante cose in così piccolo spazio.  Cristina Bove ci riesce utilizzando la semplicità per esporre la complessità che struttura i nodi esistenziali dell’essere umano.  Nonché gli espedienti ai quali ricorre per non “vedere”, o vedere in modo distorto. Lei però, e qui unisco donna e poetessa (il cuore della donna e la stazione ricevente dei perpetui – e dai più inavvertiti – suggerimenti della mente collettiva),  che in quattro strofe svela ciò che nell’intelligenza di ognuno dovrebbe essere sempre presente: l’Avvento, la Disperazione Esistenziale, l’Impotenza, le Pietose Menzogne (che impietosamente ci infliggiamo,  senza mai desistere).

Sicuramente questa poesia l’avevate già letta (e probabilmente dimenticata). Suggerisco di nuovamente leggerla,  trascriverla in una sorta di bugiardino da tenere sempre ben piegato in tasca. Nonché di recitarla non solo a proprio beneficio per goderla,  o farla godere al prossimo: per saggiar la reazione di quest’ultimo per registrare le parole che verranno generate. Sarà di grande insegnamento.

Lo affermo perché l’ho sperimentato. La reazione sconcertante. A parte il fastidio espresso per la parola “zone”, il cui suono,  nel contesto,  é stata valutato negativamente, il testo che avevo annunciato essere molto breve,  é parso essere invece molto lungo. L’evidenza della 4 sintetiche strofe ha però fatto rientrare ogni critica.  Critica sostituita dalla riflessione sulla profondità e pregnanza del contenuto.  Un contenuto che alla prima lettura (ce ne sono state altre) ha prodotto la sensazione di estrema lunghezza. Ma la poesia non era lunga. Solo densa. Tale da risultare compatibile con un contenitore di notevoli dimensioni.

Mauro Antonio Miglieruolo

 

 

Annunci

8 commenti

Lascia un commento
  1. lementelettriche / Apr 2 2015 04:41

    L’ha ribloggato su lementelettriche.

  2. cristina bove / Apr 2 2015 12:44

    Sono appena rientrata da una visita cardiologica. Queste tue considerazioni, caro Mauro, sono più terapeutiche di tanti farmaci.
    la parola “zone”, l’ho scelta perché rappresentativa di luoghi altri, abitati dal sogno, un mondo onirico dal quale ci risvegliamo costantemente quando la realtà si fa dura, granitica come un pavimento.
    io prediligo quello spazio-luogo in cui mi sento esistere come entità, a prescindere dal corpo, che considero un pesante involucro, (dalle tante piacevolezze, sì, ma anche dalle pesantezze dolorose cui non possiamo opporci) e in quella levità del pensiero o spirito, aspiro al volo libero.

    grazie
    un caro saluto
    cri

    • miglieruolo / Apr 3 2015 05:42

      La stessa accentuata pesantezza della quale soffro in queste ultime settimane. Vorrei tornare al blog, ma non ci riesco. Vivo della rendita accumulata con la programmazione, giunta ormai a esaurimento. Riesco a stento a trovare il giovedí la forza di intervenire, me lo sono imposto. A breve però mi toccherà regiistrare le prime assenze, i primo i vuoti. Nulla di grave comunque se riuscirò nell’intento di godere il privilegio di questi incontri, potervi idealmente abbracciare e continuare a meditare sulla “salvatrice bellezza del mondo”. Che è tale anche perché include le poesie di Cristina Bove.

  3. fattorina1 / Apr 2 2015 15:58

    Qualcosa ci sfugge, qualcosa che ci fa male ; le spine delle rose , però stanno a difesa non a ferirci.
    E restiamo in precarietà fra chi ci chiama vivi e chi ci tende le braccia morte.
    Saremo ancora a fiorire, magari solo fiori di gramigna, invisibili ma capaci di spingere radici lontano. Narda

    • cristina bove / Apr 2 2015 19:43

      e menomale che ci sono quelle rose a difesa!…
      stare in equilibrio tra la terra e il cielo, questo è il nostro esistere.
      e fiori, per quanto minuscoli, abbiamo radici nell’universo.
      grazie

Trackbacks

  1. da M.A.M. | cristina bove

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: