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6 aprile 2015 / miglieruolo

L’amore è un dono

dal blog di lunanuvola

Questi sono alcuni miei vicini di casa, una delle famigliole acquatiche che vivono percorrendo il torrente Botteniga. Posso vederli ogni giorno dalla finestra della cucina o da quella del bagno e la sera, se ho pane avanzato che non posso riutilizzare in altro modo, vado a darlo a loro.

Oki

(La famiglia Oki. Da sinistra: Tio (in) Gordo, Nivea Krim (inale) e Okiño.

I primi due si sono guadagnati i nomi perché tendono a prendere a colpi di becco altre papere, non appartenenti alla famiglia, che vogliano approfittare dello spuntino.)

Le maggioranza di paperelle locali sono germani reali (o “manzurini”) e formano questi terzetti familiari di 2 femmine e un maschio o 2 maschi e una femmina: ignoro su che criteri basino la loro scelta dei/delle compagni/e, per cui non chiedetemelo.

Ci sono alcune cose interessanti che posso dirvi, però. La prima è che il piumaggio della popolazione dei germani reali, da un paio d’anni, presenta un notevole tasso di “albinismo”: invece del piumaggio “mimetico” della femmina e di quello colorato del maschio (che muta dopo la stagione dell’accoppiamento, diventando molto simile a quello della femmina), germani ambosessi sono candidi come la neve e non presentano cambiamenti stagionali.

La famigliola dell’immagine è ancora più strana: i primi due pennuti dovrebbero essere germani reali, ma sono grandi il doppio; il terzo sembra un’oca, ma sovente tiene le ali a mo’ di cigno e mi corre incontro sull’acqua alzandosi “in piedi” – per così dire – e sbattendo le ali suddette come in precedenza avevo visto fare solo ai cigni.

A differenza delle altre paperelle, le quali a volte non capiscono neppure che sto lanciando loro pezzetti di pane e se ne vanno con aria vagamente preoccupata, l’oca-cigno mi riconosce a notevole distanza e strilla tutto il suo piacere di rivedermi. Apprezza lo snack serale come i suoi familiari, ma se non ha molta fame si accontenta di tener su la testa e di guardarmi in un modo che non riesco a descrivere se non come affettuoso. Spero non le venga l’idea di alzarsi in volo ed atterrarmi in braccio perché non so niente di come si coccola un’oca…

Vabbè, in caso andrò per tentativi ed imparerò dall’esperienza. L’amore è un dono, anche quando è piumato e ha la vociazza di una tromba stridula. Maria G. Di Rienzo

 

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