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24 maggio 2015 / miglieruolo

Ancora su uno straordinario artista: Jacek Yerka (32)

di Mauro Antonio Miglieruolo

Yerka riassume e magnifica il movimento progressivo ormai secolare della fantascienza, la quale a sua volta riassume il Novecento, secolo del quale si sono volute vedere solo le brutture, quasi mai le istanze positive, il tentativo dell’uomo di andare oltre i limiti delle società costituite.

BISKUP MORZA SARAGASOWEGOA sua volta il Novecento, secolo detto breve proprio per poter più facilmente espungere da esso le fonti degli aspetti progressivi che pure ha presentato (Marx, la Comune di Parigi, lo sviluppo dei Partiti Comunisti e dei Sindacati Operai), ha espresso, sia pure ancora debolmente, per mezzo di proiezioni oniriche e visionarie, l’umana aspirazione a costruire una società migliore da quelle fin qui prodotte, società fondate sulla giustizia, sulla cooperazione, sull’eguaglianza. Ma il Novecento ha anche manifestato (lo ha fatto quindi anche Yerka), le ossessioni, le costrizioni e le illusioni alle quali continuiamo ad accettare di essere soggetti. Solo che Yerka le ha voluto rovesciare nel loro opposto (o nell’opposto implicito nel loro occulto).

cabinsPrendiamo ad esempio la suggestiva immagine costruita con orologi che qui sotto presento. Una delle sua più valide e significative.

432868_674b5d7e-ed25-4b38-85ee-6de0e4d77f6e_oPossiamo permetterci di vedere espressa simbolicamente in quest’immagine l’accelerazione impressa alla storia dall’irruzione massiccia della tecnologia nel quotidiano? L’orologio, uno degli strumenti diffusi massicciamente già prima dell’esplosione tecnologica dell’Ottocento (introduzione nei campanili dei congegni per la misurazione del tempo). Con l’introduzione dell’orologio l’uomo viene assoggettato alla scansione delle ore e dei minuti, che col tempo diventerà pratica specifica della fabbrica fordiana, in funzione dell’assoggettamento dell’operaio ai ritmi di lavoro necessari al capitale per moltiplicare il processo di accumulazione. Non troviamo in Yerka la rappresentazione del lavoro salariato (come potremmo? La realtà di fabbrica è la più pedestra che vi sia: la più nemica di ogni istanza fantastica-bucolica, o anche solo poetica-tecnologica). La troviamo però simbolizata. Questo sinbolo, che è specifico del luogo fabbrica, non luogo per antonomasia, luogo della morte delle aspirazioni alla libertà, è riassunto da un emblema, uno che denuncia perfettamente le caratteristiche autoritarie di fondo del capitalismo e potrebbe essere assunta a simbolo di ogni società autoritaria, società dominate dall’ossessione del controllo: la figura di un operaio al lavoro e al suo fianco il capo che ne cronometra i movimento; che studia come evitare quelli inutili, per concentrarsi su quelli “utili” alla produzione (e all’alienazione del lavoratore).

Jacek-Yerka-Orange-grove*

STROICIEL CZASU*

The-walking-lesson_Yerka_web*

tower_of_subconsciousness*

TRAFFIC PROHIBITEDPossiamo e anzi dobbiamo andara aldilà della fabbrica e considerare l’orologio come Yerka lo considera. O meglio, lo utilizza. Come tipica espressione della nostra epoca. Tipica in molti sensi. Il cui principale è che la Dittatura vera del Novecento non è quella degli Stalin e degli Hitler sulla quale si insiste (come se si trattasse di malvagità personale e non di necessità del sistema); la Dittatura vera è quella dei “tempi e metodi”, della misurazione del tempo di lavoro, sottratto integralmente alla determinazione dell’individuo. La Dittatura vera è data dalle condizioni oggettive, ineludibili, degli stili di vita, uniformati a quello della Città, dove vige il dominio dell’esasperante scansione dei semafori.

TRAKCJA PODWODNA*

TWILIGHT IN THE NURSERY*

ZEGARL’uomo continua a essere uomo, ma mai come nel Novecento (ed oggi nel Duemila peggio) la sola libertà che effettivamente gli viene concessa è quella di obbedire.
(segue la prossima settimana)
Altre di Yerka:

__Jacek_Yerka___by_AdRi_AnIux*

125-d*

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One Comment

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  1. Briciolanellatte / Mag 24 2015 10:13

    Trovo che sia uno stile bellissimo, onirico, ma realistico.
    Non so, ha qualcosa dello steampunk.
    Notevole

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