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28 maggio 2015 / miglieruolo

Cominciò da lontano di cristina bove

salotto e la via lattea

 

 

Il tempo: un trampolino per il salto
una lunga caduta all’incontrario
e nel precipitare verso l’alto
volava capovolta
e invece d’atterrare attraversò
galassie e stelle

con anime faville
accesero le luci d’un salotto
che s’affacciava sopra la via lattea
_in un abbraccio ch’era sospensione_
un ritrovarsi nell’immenso

la musica diceva
il coro delle voci accompagnava
e per un po’
fu il cielo a soggiornare nella stanza

 

 

***

Se l’ho inserita è perché mi è piaciuta. Non tutto di Cristina Bove mi piace, la maggior parte delle sue cose. Diciamo il 90%. O forse il 95%. Mi piacciono le sue poesie anche quando non riesco a decifrarle. C’è qualcosa in esse che esclude sempre il superficiale banale di tanti che con la poesia si cimentano; ed uno sa che ne sarà edificato, ne ricaverà in insegnamento oltre che trovare gradimento.

Su quest’ultima in particolare non mi riesce a dire altro che la trovo esplicita ed enigmatica. Che avrebbe bisogno di un supplemento di riflessione* per essere intesa. Che mi necessita d’andare di là dall’esplicito richiamo a una bella canzone in voga nel mondo. Di andare a me stesso, nel mentre che cerco di entrare nella poesia. In questo momento rifiuto di farlo (evidentemente). E mi becco la giusta punizione. Restare nella mia beata ignoranza.

* (per riflessione intendo: ascoltare la poesia per quel che ha da dire (ascolto olistico). Il che non si può ottenere con il solo ausilio della mente. Occore attivare l’intuizione e la volontà, volontà di andare oltre. A volte l’operazione ha successo, a volte no. Ma se sulla poesia, se si tratta di poesia, ci si attarda primo o poi qualcosa finisce con il succedere. Dunque non si tratta che di ritornarvi. Le dieci o cento volte necessarie. Prometto a me stesso prima che a tutti che vi ritornerò).

 

Mauro Antonio miglieruolo

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12 commenti

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  1. cristina bove / Mag 28 2015 08:07

    Giustamente, Mauro, il riferimento alla canzone è tale ed esplicito, mediato dalla memoria di un’adolescente che in quella musica e in quelle parole trovava mondi paralleli in cui rifugiarsi.

    Questa poesia potrebbe essere letta all’incontrario, dall’ultimo verso al primo, perché il “salto” e la successiva rinascita, la vita nuova che ne scaturì, compresi gli ultimi avvenimenti, furono causati proprio da quella ipersensibilità che impediva a quella ragazza di adeguarsi a una realtà deludente e dolorosa.

    L’ho scritta partendo da quel ricordo, attribuendo a quel volo non il logico epilogo gravitazionale, ma il capovolgimento, la “caduta all’incontrario”, il “precipitare verso l’alto”: un suicidio che invece di atterrarmi mi trasportò in dimensioni ineffabili e inspiegabili, e a una nuova vita ricca di meraviglie e amori.
    E di incontri sorprendenti, virtuali e reali, fino a quello di alcuni mesi fa a casa mia, organizzato da persone carissime per la presentazione del mio ebook.
    Nel soggiorno si alternarono musica e poesia, furono letti alcuni miei testi, e il coinvolgimento che ne scaturì ci commosse profondamente tutti, eravamo anime sorelle che si abbracciavano.
    Fu un momento di sospensione magica…
    Ecco spiegato, spero, il senso di questi versi.

    Grazie della tua preziosa attenzione
    un saluto affettuoso
    cri

    • miglieruolo / Mag 28 2015 08:40

      “Fu un momento di sospensione magica…”
      In verità ne è scaturito anche un momento di lettura magica… il commento va oltre la spiegazione della poesia, che in realtà non può mai compiutamente essere svelato, offre un indirizzo per la decifrazione. Di questo indirizzo sottolineo la frase “anime sorelle che si abbracciavano”. Spero che, se pur lontano e senza l’ausilio della musica, queste anime possano ritrovarsi anche qui. Allora sarà chiarissimo il senso e valore di questa ennesima proposta di Cristina Bove.

      • cristina bove / Mag 28 2015 10:53

        credo che i momenti magici siano irripetibili, è per questo che diventano ricordi luminosi

  2. lallaerre / Mag 28 2015 11:49

    I riferimenti biografici, che pure ci sono, diventano anche metafora di una visione del mondo e della nostra realtà umana: noi non siamo che ‘polvere di stelle’, frammenti di cielo, ‘scintillae’ necessarie al buio infinito…

    • cristina bove / Mag 28 2015 12:12

      ecco perché guardarsi e guardare il mondo con altri occhi, ci “illumina d’immenso”!

      • miglieruolo / Mag 28 2015 17:52

        I momenti magici sono irripetibili, vero. Possono però essere prodotti utilizzando le nuove predisposizioni d’animo e condizioni materiali che il trascorrere del tempo crea. Il giovedì a volte, la presenza della tua poesia, combinata a umori, suggerimenti e ispirazioni (stati d’animo) favorevoli, un po’ di magia accenna a far capolino. Non sempre. Ogni tanto… Per questo poco/tanto di ringraziare Cristina Bove siamo in obbligo tutti.
        Comincio io: grazie Cristina!

      • cristina bove / Mag 28 2015 18:56

        e io ringrazio te per la generosa ospitalità e chi dedica tempo e attenzione a leggere.

  3. gelsobianco / Mag 30 2015 00:17

    Leggere tutti voi è un grande piacere per me.
    Grazie, Mauro.
    🙂
    gb

    • gelsobianco / Mag 30 2015 00:18

      ❤ sempre per Cri.
      gb

  4. gelsobianco / Mag 30 2015 14:35

    “e invece d’atterrare attraversò
    galassie e stelle”

    Questa tua poesia, Cri cara, “potrebbe essere letta all’incontrario, dall’ultimo verso al primo,” hai scritto in un tuo “commento”.
    Oh sì. Anche.

    Cri, ti abbraccio
    gb

    E così…
    “e per un po’
    fu il cielo a soggiornare nella stanza”

  5. gelsobianco / Mag 30 2015 14:36

    Buon fine settimana, Mauro, e grazie sempre.
    🙂
    gb

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  1. da M.A.M. | cristina bove

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