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9 giugno 2015 / miglieruolo

Ripetere aiuta di Maria G. Di Rienzo

Repetita iuvant. E voi, esimi professionisti dell’informazione, avete ripetuto e ripetuto e ripetuto per anni, sordi a qualsiasi richiesta di cambiare rotta e ciechi a qualsiasi dispiego di fatti che motivava le richieste suddette, la favola del “raptus”. Ogni violenza contro donne, ragazze, bambine e bambini, compiuta da un essere umano di sesso maschile, non importa quanto premeditata, quanto preceduta da atti simili, quanto efferata, trascende grazie al raptus la responsabilità personale di chi la agisce. Uomini meravigliosi – che avevano prima solo picchiato un po’, fatto quel tantino gli stalker, umiliato e abusato ma leggermente – colti da improvvisa irresistibile frenesia stuprano e/o uccidono. E poi tornano in sé? No, il raptus persiste e tiene cucita la bocca del pover’uomo e gli spettina i ricordi, cosicché costui continua a vivere spensierato sino a che i carabinieri o la polizia lo trovano e gli sbattono davanti impronte digitali e rispondenze del DNA. Allora, confessano. Confessano il raptus.

Così ha fatto Simone Borgese, il 30enne romano arrestato per violenza sessuale aggravata, lesioni personali e rapina ai danni di una tassista di 43 anni. Si direbbe che ha profittato dei vostri insegnamenti, non credete? Ma nessun dubbio sul vostro operato vi sfiora, nei resoconti di questi giorni. Nessun ripensamento sul raptus: se lui lo dichiara dev’essere vero, gli uomini non mentono, sono le donne ad essere bugiarde patologiche inaffidabili. E tutta la tenerezza possibile è messa nelle descrizioni dell’aggressore: “una vita da precario”, “il peso della separazione dalla moglie e dalla figlia di sette anni” e la profonda impressione che gli investigatori hanno ricavato dall’incontro con questa gentile creatura: “colpiti dalla lucidità del racconto e dal carattere apparentemente mite”. Tra i precedenti penali del campione di mitezza ci sono il furto alla cassa di un autogrill e l’aggressione al compagno di sua madre. Inoltre, era solito non pagare le corse ai tassisti ed era stato più volte denunciato per questo. Nessuna contraddizione, signori giornalisti? Nessuna riflessione oltre – se vogliamo conferire legittimità ad un puro trucco dell’odio con fini elettorali – la sparata di Salvini sulla castrazione chimica?

E com’è che questo violentatore reso oblioso dal raptus diventa così “lucido” nel rendicontare le sue prodezze? “Lei piangeva, le ho detto se fai questo non ti succederà niente.” Così parlano i delinquenti di professione, i mafiosi, i bulli, mentre nel pieno delle loro facoltà mentali si beano della sensazione di “potenza” dovuta al dominare qualcuno con la minaccia e l’uso della violenza. Poi, incoraggiati e sostenuti da una cultura dell’impunità che voi continuate ad alimentare, cercano di scrollarsi di dosso le conseguenze delle loro azioni: non volevano proprio fare quel che hanno fatto, in realtà sono agnellini ed erano semplicemente posseduti dal malefico raptus… che colpa hanno di quel che è successo? Tra l’altro, diciamolo sottovoce ma diciamolo, la vittima non ha proprio nessuna nessuna responsabilità? Com’era vestita? Lo ha provocato? Non sarebbe meglio se una donna si dedicasse a mestieri meno pericolosi?

Ho letto tutto questo nei commenti ai vostri articoli, esimi professionisti dell’informazione. E affinché capiate meglio quali danni state provocando ve ne riposto qui due (senza correggerli, i titoli sono miei):

INEVITABILE TRAGEDIA DELLA FOLLIA: “In una società ormai sgretolata e ridotta ad un cumulo di macerie … occhio a raptus. Tu sta parlando tranquillamente con uno e questo (preso dal raptus) ti butta dalla finestra. Bisognerebbe uscire tutti imbottiti. Uno esce per strada col mitra e si mette a sparare all’impazzata e fa una strage, un altro stermina tutta la famiglia della moglie, un altro violenta i taxisti per strada.”

E’ INNOCENTE!: “Mi sembra troppo facile questo arresto e troppo imbranato il “delinquente” insisto… c’è qualche cosa che non mi torna… possibie che il colpevole lasci il suo numero di telefono ad un collega??? possible che sia prelevato mentre è a casa dei nonni????? mah questo del delinquente ha veramente poco…” Veramente poco, solo una quintalata di precedenti. Chiudiamo, allora: QUAL E’ LA SCUSA PER L’ABUSO, QUEST’ANNO?

la scusa

Risposta: Quella dell’anno scorso, quella dell’anno prima ancora, quella che ripetete come grammofoni rotti – IL RAPTUS, IL RAPTUS, IL RAPTUS!!!

Maria G. Di Rienzo

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