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25 giugno 2015 / miglieruolo

cosmogonica di Cristina Bove

cosmogonica

(dal blog di Cristina Bove)

25giu-cosmogonia-5

saranno miei tutti gli amori
e i loro mille volti
conoscerò le estreme meraviglie
di ogni singolo fiato
qualunque voce chiamerà il mio nome
altrettanto che il vento tra gli abeti

e ricadrò sui margini del mondo
come drappo di sole
come un’allegoria dell’universo

succederò a me stessa
in cromosomi e per figure instabili
io di nulla e di colmo
a somiglianza
d’ogni altra vacuità
d’ogni altro esistere

d’un tuonare improvviso
o mormorare d’una gola roca
d’uno squillo di risa
un dio selvaggio come artiglio all’io
sennò chi sono
se non sono in Tutto?

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16 commenti

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  1. lallaerre / Giu 25 2015 00:12

    “[…] io di nulla e di colmo
    a somiglianza
    d’ogni altra vacuità
    d’ogni altro esistere
    […]
    sennò chi sono
    se non sono in Tutto?”

    si resta senza parole di fronte alla “cosmogonia” di Cristina, ogni commento è superfluo!

    • cristina bove / Giu 25 2015 08:46

      è perché siamo tutti in Tutto, che ci ri-conosciamo e sappiamo che in fondo siamo solo apparentemente separati…

      grazie!

  2. miglieruolo / Giu 25 2015 01:21

    Grazie. Luciana. Poesie come questa di Cristina Bove mi hanno convertito. Mi ritenevo autorizzato a valutare con suffcienza una forma di espressione artistica che invece è tra le princiipali. Dopo Cristina Bove (e dopo Lallaerre) questo non è stato più possibile.

    • cristina bove / Giu 25 2015 08:48

      ce l’avevo come missione quella di convertirti… eheheheh 🙂

  3. chiamamip / Giu 25 2015 08:55

    E nel Tutto ci ritroveremo, intuendo che era proprio questo distacco a farci sentire incompleti

    • miglieruolo / Giu 25 2015 10:02

      Benvenuta. Il giovedì qui sempre poesia (Cristina Bove). Ogni tanto anche Lallaerre (che se potessi ospiterei ogni giorno). Ed altri poetesse/poeti occasionalmente.
      Poi ci sono i miei racconti, ma anche articoli e contributi di rilievo di Maria G. Di Rienzo e Alessandra Daniele ecc. Chissà perché tutte donne…
      Una domanda alla quale prego tutti di rispondere: se le donne sono il sesso debole, noi uomini che da loro dipendiamo (da molti punti di vista), cosa siamo?
      Non date retta, donne: valorizzatevi. In questo modo valorizzererte anche noi (dipendenti, come volevasi dimostrare).

      • chiamamip / Giu 25 2015 10:22

        Grazie, felice di essere qui. Quanto alla domanda, non ho mai pensato di far parte di un sesso debole…

    • cristina bove / Giu 25 2015 23:48

      grazie di essere qui, Patrizia 🙂

  4. miglieruolo / Giu 25 2015 10:34

    Il pre-giudizio è nostro, di noi uomini, pregiudizio di comodo, anche se un poco credo di dovermene e potermene tirare fuori. Diversi decenni fa ho avuto occasione di lavorare in un ufficio sotto la direzione di una donna. Una ragazzina, in pratica. Era una delle prima, in quei tempi quasi medioevali, ad arrivare a livelli direttivi (parlo della fine degli anni sessanta). Molti masticavano amaro, a me non importava fosse donna. Importava non fosse cretina come la maggior parte di quelli che l’avevano preceduta. Infatti. Nonostante l’ostilità e la giovane età è riuscita a far bene e a spegnere i ghigni dei vecchi volponi che l’osservavano dall’alto della loro vasta esperienza…

    • gelsobianco / Giu 26 2015 01:19

      Uomini Donne
      E’ la differenza che ci fa riconoscere e unire.

      Con un sorriso vero, Mauro
      gb
      Grazie sempre

  5. fattorina1 / Giu 25 2015 15:26

    In un lampo di atroce intelligenza, Cristina si è scoperta fatta non solo a somiglianza di Dio, ma essa stessa Dio: è lei che crea, che nomina, che fa e disfa e tutto questo è quanto di più simile sia al creare/ creato. E con poche poetiche parole.
    Narda

    • cristina bove / Giu 25 2015 23:47

      “atroce intelligenza”
      ecco come un poeta può significare in due parole l’essenza della vita: Narda sa che per conoscersi non ci si può sottrarre al dolore… che ogni barlume di sé costa la perdita dell’innocenza, di quello stadio infantile, cioè, che bisogna superare per diventare sempre di più esseri umani consapevoli della propria finitezza ma capaci di proiettarsi oltre.
      siamo co-creatori, noi tutti, e costituiamo il continuo, magnifico-terrifico mutamento divino.
      grazie

      • gelsobianco / Giu 26 2015 01:16

        Oh, che bello è trovare te, Cri, nei tuoi versi che io sento in me e nelle tue parole di replica al commento bello di Narda.
        E’ un grande piacere essere qui con te e le altre ospiti di Mauro.
        Grazie.
        gb

      • cristina bove / Giu 26 2015 08:39

        e grazie a te, gb, che ci segui con tanta attenzione 🙂

    • miglieruolo / Giu 26 2015 17:54

      E’ propria all’essere umano la capacità di creare, capacità che, attraverso l’attività artistica, espande e moltiplica ininterrottamente. Il poeta lo fa con “poche profetiche parole”. Esattamente secondo quanto sostiene fattorina1.

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  1. da M.A.M. | cristina bove

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