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26 giugno 2015 / miglieruolo

Sorelle in Consiglio

*Tabassum Adnan

Questa donna, 38enne e madre di quattro figli, è Tabassum Adnan. Il suo più grande desiderio (e uno dei suoi impegni quotidiani, come vedremo) è che le donne lottino per veder riconosciuti i loro diritti. Ma dirlo a voce alta dove lei vive, la Valle di Swat in Pakistan, non è privo di rischi – Malala Yousafzai ha cominciato la sua lotta per l’istruzione delle bambine proprio in quel luogo.

La sua famiglia l’ha data via come sposa-bambina quando aveva 13 anni: Tabassum ha sopportato vent’anni di violenza domestica prima di riuscire a divorziare. Disperata e terrorizzata per i suoi bambini, ha chiesto più volte aiuto alla jirga locale, il consiglio tribale – composto per tradizione unicamente da uomini anziani – che compone le dispute e ascolta le lamentele dei residenti nella propria zona. Quando tali assemblee devono prendere una decisione, i maschi coinvolti nella stessa possono sempre comparire a dire la loro: solo pochissimi consigli ammettono le donne a fare altrettanto. E non era il caso di Tabassum Adnan, che fu costantemente respinta e non ricevette dagli anziani della sua jirga alcun aiuto.

Il mese scorso, Tabassum è stata insignita del Premio internazionale “Donna di Coraggio”, perchè da quel rigetto ha ricavato nel 2013 la clamorosa idea di costituire una jirga composta da sole donne che lavorasse anche per i loro diritti umani, la loro salute e la loro istruzione: con altre ventiquattro donne ha creato la “Khwendo Jirga” o “Consiglio delle Sorelle”.

“La nostra società non permette alle donne di partecipare ai Consigli. Così ho sfidato questo quadro normativo per i miei diritti, per i diritti delle nostre donne e per i diritti di ogni persona oppressa.”

L’opposizione alla sua idea è stata immediata, rabbiosa e visibile, ma il Consiglio delle Sorelle ha cominciato a risolvere questioni sul territorio guadagnandosi un largo sostegno fra la popolazione. Nel 2014 ha portato davanti alla giustizia i colpevoli dello stupro di una bambina, consolidando fortemente la propria reputazione, e da allora ha sciolto faide di sangue che prevedevano lo scambio di donne, ha bloccato la vendita di spose e spose-bambine, ha risolto casi di omicidio e sventato traffici di donne.

La rete che lei e le sue amiche hanno creato nella Valle di Swat le allerta immediatamente sulla violenza di genere e così la jirga ha portato in tribunale mariti che avevano versato acido sulle mogli o le avevano mutilate e ha sempre vinto i processi relativi.

“Il premio che ho ricevuto non è solo un onore per me – ha detto Tabassum Adnan alla stampa pakistana – ma per ogni donna di questo paese, incluse quelle che diventano vittime di violenza. Sebbene io abbia avuto davanti una barriera di critiche provenienti da diversi settori della società, assieme alle lettere minatorie, nulla è riuscito a scoraggiarmi. Continuerò a lavorare contro le violazioni dei diritti umani delle donne nella Valle di Swat e dintorni, e vorrei dire ad ogni donna sul pianeta di alzare la voce contro le ingiustizie che subisce. Nessuna di noi risolve da sola il problema: la soluzione è farlo insieme.” Maria G. Di Rienzo

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