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30 giugno 2015 / miglieruolo

Ho una figlia

(“Advice for Raising a Daughter”, di Roxane Gay, 23 marzo 2015. Trad. Maria G. Di Rienzo. L’Autrice risponde alla domanda di un lettore.)

padre e figlia

Ho una figlia di sei mesi che sto crescendo assieme alla mia forte e brillante moglie. Quali sono le cose meno ovvie o le più importanti che devo conoscere come padre?

Caro papà (non il mio, ovviamente),

riabbassa sempre l’assicella del water. Abbi speranze per tua figlia, ma amala e sostienila per quel che è. Insegnale ad affermare se stessa.

Se vedi qualcuno trattar male una donna per strada, non limitarti ad aggrottare la fronte andando via. Dì qualcosa. Mostra a tua figlia che lei ha il diritto di muoversi nel mondo senza essere molestata da cretini.

Tratta tua moglie nel modo in cui vorresti tua figlia fosse trattata dal partner che un giorno potrebbe scegliere. Davvero, tratta bene tua moglie: perché è forte e brillante e tu la ami e questo è quel che si fa quando si ama qualcuno – lo si tratta bene.

Partecipa più che puoi alla gestione della casa e alla cura di tua figlia, perché è anche la tua bambina e tu ti stai impegnando ad essere un genitore. Interessati a quel che interessa a tua figlia e se si tratta di qualcosa di cui non sai nulla non trattare il suo interesse come fosse misterioso o alieno, perché ciò farà solo sentire tua figlia come se tu e lei non aveste niente in comune.

Condividi i tuoi interessi con tua figlia. Potrà non diventare un’appassionata pescatrice, per esempio, ma le farà piacere sapere qualcosa del suo papà e di come costui ama passare il tempo.

In verità, sono mal equipaggiata per rispondere alla domanda. Non ho figli. Tuttavia, ho un padre. I miei fratelli sono padri. Ho molti amici che sono padri e presto attenzione a come trattano i loro bambini: i loro figli, le loro figlie, i loro piccoli che non hanno ancora deciso a che genere vogliono appartenere.

Uno dei miei fratelli chiama la figlia la sua principessa, ma non la tratta come se indossasse scarpette di vetro. L’altro mio fratello ha giurato di non alzare mai la voce con sua figlia, perché non vuole lei pensi che quel modo di parlarle da parte di un uomo sia accettabile.

Il mio secondo ricordo più caro di mio padre è la volta in cui mi aiutò a costruire un ponte sospeso in legno di balsa per un progetto scolastico. Lui è ingegnere, perciò ha preso la cosa in tutta serietà, ma lo abbiamo fatto insieme. Mi ricordo, decenni più tardi, china sul tavolo da cucina assieme a lui per guardare il nostro ponte mentre penso: “Guarda cosa mio padre mi ha aiutata a fare.”

Il ricordo più caro in assoluto che ho di mio padre riguarda la visita che mi fece una volta in collegio. Stavamo camminando attraverso il campus e lui notò: “Com’è che passeggi sempre da sola?” Io ero una messa un po’ in disparte, socialmente, perciò dissi: “Nessuno vuole passeggiare con me.”

Non era il mio momento migliore. Mio padre annuì gravemente e mi mise il braccio attorno alle spalle: “Passeggio io con te.” E lo fece. Lo fa ancora.

Non serve sapere tutto per crescere tua figlia: abbi la volontà di camminare con lei quando nessun altro vuole farlo, e lei starà bene.

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