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27 settembre 2015 / miglieruolo

Las Poderosas

las poderosas teatro

Ecco a voi “Las Poderosas” (le forti, le potenti): dal 2008 girano il Guatemala portando in scena una piece teatrale basata sulle loro vite, le vite di donne sopravvissute agli abusi familiari. Lo spettacolo interagisce con il pubblico parlando apertamente della violenza di genere che nel paese ha proporzioni allarmanti – il Guatemala è al terzo posto al mondo per femminicidio / femicidio e due donne al giorno ne muoiono.

Le spettatrici raccontano a loro volta le proprie esperienze, chiedono sostegno, capiscono di non essere sole. E a scoppiare in lacrime a volte sono gli spettatori, come quello (ricorda la “poderosa” Lesbia Téllez) che si alzò in piedi piangendo e disse che solo in quel momento aveva capito quel che lui aveva fatto a sua moglie e quel che era stato fatto a sua madre: “Voglio essere diverso.”, concluse.

Delle “poderose” fa parte la donna che vedete in questa immagine, Adelma Cifuentes.

adelma

Per 12 anni, dal giorno del suo matrimonio, Adelma si è sentita senza valore, spaventata e sola. Non sapeva mai quando suo marito l’avrebbe assalita. Quel che era cominciato con gli insulti e le umiliazioni era diventato un susseguirsi di pestaggi così pesanti che Adelma temeva per la propria vita, ma madre di tre bambini in una comunità rurale e conservatrice, pensava di non avere vie d’uscita.

Un giorno, il marito assoldò due altri uomini affinché lo liberassero di Adelma. Costoro si presentarono a lei sulla porta di casa, armati di fucile. Dopo che il primo colpo fu sparato, i due figli maschi della donna la trascinarono all’interno e chiesero aiuto: ma i vicini non sapevano bene come prendere la questione – Mettersi contro il marito? E cosa aveva fatto lei per guadagnarsi quel trattamento? – e ci misero due ore per far arrivare i soccorsi. Fossero stati più svelti, forse Adelma avrebbe ancora tutte e due le braccia, ma grazie alla fucilata ne ha persa una.

Tornata dall’ospedale, Adelma ripiombò nell’inferno degli abusi e delle percosse, sino a che suo marito minacciò di stuprare la loro figlioletta più piccola. Fu allora che il cuore di Adelma divenne quello di una tigre: avrebbe salvato i suoi bambini e avrebbe ottenuto giustizia per tutto il male che le era stato fatto.

Con l’aiuto dell’ong CICAM (Centro de Investigación, Capacitación y Apoyo a la Mujer), la cui missione è la difesa dei diritti umani delle donne e in special modo del loro diritto di vivere libere dalla violenza, Adelma trascinò il marito in tribunale. Attualmente, costui sta scontando 27 anni di carcere.

Adelma invece sta condividendo la sua forza e la sua speranza, grazie al teatro, con ogni donna che incontra. Maria G. Di Rienzo

las poderosas

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