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28 settembre 2015 / miglieruolo

Pane all’odio

dal blog di lunanuvola

Il 15 luglio 2015 il Prefetto di Treviso destina 101 profughi provenienti da Mali e Africa subsahariana in una trentina di appartamenti sfitti di Via Legnago a Quinto di Treviso: sono definiti “rifugiati”, si tratta quindi di persone che richiedono asilo in Italia e che perciò devono seguire delle procedure (Dpr n. 21 del 12 gennaio 2015, “Regolamento relativo alle procedure per il riconoscimento e la revoca della protezione internazionale” – Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2015) compresa quella di eleggere residenza nel nostro paese.

Precedentemente queste persone erano ospitate in strutture temporanee non idonee di varia appartenenza (Comune di Treviso, associazioni, parrocchie). Lo spostamento a Quinto è frutto di una convenzione fra la società immobiliare proprietaria degli appartamenti e una cooperativa sociale incaricata della gestione dei rifugiati. I residenti in loco affermano di non essere stati avvisati dalla Prefettura – anche i Sindaci di Quinto e di Treviso sostengono ciò – e questo costituirebbe il primo motivo della loro protesta. Il secondo motivo sarebbe “il timore di una perdita di valore delle case” a causa della presenza degli stranieri in pianta stabile (eleggere residenza questo vuol dire).

Nella notte fra il 15 e il 16 luglio alcuni degli abitanti di Via Legnago aprono uno degli alloggi destinati ai rifugiati (ma nella narrazione giornalistica “l’appartamento” diventerà subito “gli appartamenti”) e sembra che non l’abbiano fatto dicendo semplicemente “Apriti Sesamo” pure, leggendo i quotidiani, si evince come abbiano aperto la caverna dei Quaranta Ladroni… “e la loro rabbia esplode”:

“(…) si sono introdotti negli appartamenti non ancora occupati dai profughi e li hanno trovati arredati di tutto punto: divani, televisori led a 40 pollici, pacchetti di sigarette, vestiti, infradito e altro.” “Non potevano credere ai loro occhi: immobili arredati e forniti di tutti i comfort. Dai televisori led a 40 pollici al vestiario, dai pacchetti di sigarette ai mobili.” Questo appartamento viene svuotato e vestiti, materassi, mobili ecc. sono bruciati davanti all’edificio.

Il giorno dopo arriva Forza Nuova e cominciano i tafferugli, come da tweet del 16 luglio 2015: “Continua la protesta. Insieme ai residenti abbiamo impedito la distribuzione del cibo ai clandestini chiedendo che venisse consegnato agli italiani in difficoltà.” e da dichiarazioni alla stampa: “Non lo facciamo per non dare cibo a chi ne ha bisogno ma per protestare contro il business dei profughi. Qui c’è chi ci guadagna.” Le consegne dei pasti sono scortate dalla celere, ottimo risultato contro gli sprechi nevvero ragazzi?

E sempre il 16 la Commissione medica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 9 di Treviso, dopo aver compiuto un sopralluogo, dichiara gli alloggi non abitabili “perché manca l’allacciamento alla rete elettrica” (il televisore led a 40 pollici – mioddio! – lo avrebbero fatto funzionare attaccandolo ad un gruppo elettrogeno alimentato dai pedali di una bicicletta?).

I residenti hanno comunque annunciato che continueranno a protestare sino a che i rifugiati non saranno allontanati – alcuni di loro dormono in tende davanti agli appartamenti, con gli angeli custodi di Forza Nuova accanto a loro in “presidio permanente”: “Hanno trasformato le nostre case, che abbiamo pagato col mutuo, in un campo profughi. Devono andarsene di qui.”

Naturalmente il Presidente della Regione Veneto Zaia ha capito tutto: “(…) fa bene la gente a reagire contro un governo che oggi in un comune da 9.000 abitanti scarica senza preavviso due corriere di clandestini, senza identità, senza storia, senza controlli medici (…) che presto cadranno preda della criminalità (…)” Faccio notare che la domanda di asilo si presenta in Questura e da là parte tutta una serie di procedure di controllo e di acquisizione di eventuali documenti, istruttoria, rapporto alla Commissione territoriale eccetera.

Per finire sabato – domani – ciliegina sulla torta, arriverà Salvini: “Solidarietà alle famiglie di Quinto di Treviso. Quello che sta accadendo è intollerabile, via il prefetto se non è in grado di gestire. Questi immigrati devono andar via.”

In sintesi, dalle mie parti il quadro è questo. Fuggire dalla fame, dalla guerra, dalla miseria, dalla persecuzione è già sbagliato per i cristianissimi veneti, se poi capitate nella loro regione se ne hanno veramente a male. Davanti a una casa che si deprezza sono disposti alla rivoluzione e a buttare il pane per terra come se fosse immondizia. Io ho nel borsellino 77 centesimi, è tutto quel che c’è in casa di soldi al momento, e nessun volontario solidale anti “business-dei-profughi” di Forza Nuova è ancora arrivato a portarmi un pasto a domicilio. Si verificasse pure questa fantasiosa ed improbabile eventualità, c’è da dire che non riuscirei a mangiare qualcosa così sporco di odio. Maria G. Di Rienzo

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