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8 aprile 2016 / miglieruolo

Nicht in meinem Namen

Lunanuvola's Blog

(brano tratto da: “Pro-Prostitution Marxism is Ahistorical, Incoherent, Woman-Hating Nonsense”, di Johan Mix per Gender Detective, 21 marzo 2016 – trad. Maria G. Di Rienzo)

Non in mio nome Non in mio nome

Andrea Dworkin aveva ragione come al solito nel dire: “Solo quando i corpi delle donne sono venduti per profitto la Sinistra proclama di aver caro il libero mercato”.

Cominciamo con la Storia. Non si può negare che i principali governi comunisti hanno visto la prostituzione come un sistema controrivoluzionario. Uno dei primi atti di Castro al potere fu la deportazione o l’arresto dei magnaccia e dei clienti stranieri che predavano donne povere a L’Avana. Mao stabilì centri di rieducazione e istruzione professionale per le ex prostitute e bandì la “protezione”. Enver Hoxha, uno dei più grandi sostenitori dell’eguaglianza delle donne nella storia comunista, fece grandi sforzi per abolire la prostituzione nell’esercito albanese, mettendo a rischio il suo stesso potere. Diavolo, Marx…

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