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21 aprile 2016 / miglieruolo

Khaula e la bimba-uccellino

Sorta di racconto dell’orrore. È sempre difficile accostare resoconti di tale tenore, difficile anche mettere il canonico “mi piace” formula francamente insensata considerato il testo. Mi piace che? Non mi piace nulla di quello che è scritto, vorrei non fosse mai stato scritto. Vorrei non mi venisse mai ricordato che certe cose sono accadute e continuano ad accadere. Disturbano la mia buona coscienza di cittadino che si indigna ma non è disposto a far nulla per evitare che accadono. Neppure il poco necessario per neutralizzare i mandanti degli assassini, i Signori del petrolio e loro lacchè al governo, che vivono e prosperano tra di noi. Che vivono dello stesso di cui vivo. Dei frutti della dissennata opera di rapina dei governi del civilissimo occidente, del quale, nonostante mi pregi d’essere oppositore, anche io ne godo, in fondo anche io complice. Senza quel petrolio, del quale ci si appropria anche tramite guerre e bombardamenti vari, la nostra civiltà, il benessere, crollerebbero.
Non sarà in fondo che proprio questo mi disturba? Il dover prendere atto che quella lontana inaudita ferocia non è altro che il frutto ultimo e estremo della mia Ignavia? Della quale profittano i criminali che ci governano per commettere nefandezze che ritorneranno infine a noi (il male sempre ritorna a chi lo produce) moltiplicate dall’odio e dalla ferocia di chi, convinto nella sua parte di vittima, ha dato le dimissioni dal genere umano.

Lunanuvola's Blog

(brano tratto da: “Sex Slave Legacy: The Children of Islamic State”, un lungo e dettagliato articolo di Katrin Kuntz e Maria Feck per Der Spiegel del 19 aprile 2016. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

dipinto di arthur kalaher

La notte, quando Khaula è a letto e riesce finalmente ad addormentarsi, spesso sogna di sua figlia. Ogni volta, le appare la stessa immagine. Vede le sue mani, unite l’una all’altra davanti al petto a formare una cavità. Quando alza la mano che sta sopra, nell’altra sta seduto un uccellino. Vede il suo corpo e le piume, ma l’uccellino non la guarda e dalla sua gola non viene alcuna canzone: la piccola testa manca.

Ogni volta in cui faccio questo sogno, non riesco più a muovermi per un po’.”, dice Khaula. Dopo otto mesi in cui è stata prigioniera dell’IS (Stato Islamico) ha partorito una bimba. Il padre della bambina era il suo torturatore, un…

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