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20 luglio 2016 / miglieruolo

Grace

Lunanuvola's Blog

(brano tratto da: Tanzania – Tales of a Child Bride: “My Father Sold Me for 12 Cows”, di Marc Ellison per UN Women, 12 luglio 2016, trad. Maria G. Di Rienzo.)

Il rapimento, lo stupro e il matrimonio forzato di ragazzine sono così comuni nella Tanzania del nord, che una singola parola viene usata per incapsularle tutte: kupura. Il termine è usato dalla tribù Sukuma per descrivere la cattura di ragazze in piena luce del giorno, mentre vanno a scuola: un eufemismo di tre sillabe che minimizza il loro abuso fisico e sessuale a lungo termine. Eppure qui, nella regione di Shinyanga, la pratica del kupura è convalidata dal motto che gli uomini Sukuma recitano a ogni piè sospinto: alcool, carne e vagina.

Queste sono tre cose cui sentono di aver diritto come maschi.”, dice Revocatus Itendelebanya, che si occupa di diritto e genere per l’ong locale, “Agape”…

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