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29 novembre 2016 / miglieruolo

Madre e figlia

dal blog: Lunanuvola   di Maria G. Di Rienzo

(“From where I stand: Aiturgan Djoldoshbekova and Aigul Alybaeva”, dal sito dell’Agenzia Donne delle Nazioni Unite, 14 novembre 2016, immagine di Theresia Thylin, trad. Maria G. Di Rienzo.)

Il Kyrgyzstan ha leggi contro la violenza domestica, ma l’accettazione sociale della violenza contro donne e bambine, inclusa la pratica del “rapimento di spose”, resta assai diffusa.

Aiturgan Djoldoshbekova, 16enne, sta partecipando a un programma d’istruzione con base nella sua scuola implementato dalla “Federazione nazionale delle comunità femminili del Kyrgyzstan” e sostenuto dal Fondo NU per mettere fine alla violenza contro le donne. Il programma mira a dar forza alle ragazze, a iniziare dialoghi inter-generazionali e a cancellare i rapimenti di spose e i matrimoni precoci/forzati. La madre di Aiturgan, Aigul Alybaeva, sostiene la partecipazione della figlia al programma e discute con lei di molti argomenti, inclusa la violenza contro donne e bambine.

aigul-e-sua-figlia-aiturgan

Aiturgan, la figlia: Fin dall’infanzia ho visto ragazze e donne trattate in modo non equamente e diversamente da ragazzi e uomini. Vedo questo nella vita di tutti i giorni e nei film che guardiamo.

Sono interessata a saperne di più delle leggi. Perché le leggi dicono che siamo uguali: ragazzi e ragazze, donne e uomini dovrebbero essere uguali.

Non ho paura del rapimento perché ora conosco i miei diritti. So che se qualcuno mi rapisce sta violando la legge e che posso fare appello al tribunale.

E’ importante che le ragazze conoscano i loro diritti. Io desidero che tutte noi si sia femministe e si lavori insieme contro la violenza diretta a donne e bambine.

Quel che imparo a scuola, sui diritti umani, lo condivido con il mio fratello minore. Anche lui deve conoscere i suoi diritti. Gli dico sempre che dobbiamo avere una posizione fermissima contro la violenza.

Aigul, la madre: Aiturgan è sempre stata una brava a scuola, ma ora è ancora più interessata a imparare. Vuole diventare pubblico ministero.

Il femminismo è nel suo carattere. Conosce i suoi diritti e condivide con me quel che impara a scuola. Parliamo anche della violenza. Lei sa già che leggi sono infrante o quali diritti sono violati in una determinata situazione.

Noi tentiamo di sostenerla, di creare un ambiente favorevole in casa, di modo che lei abbia il tempo necessario a studiare e a prepararsi per i compiti che le sono assegnati.

Se mia figlia fosse rapita, io sicuramente la riprenderei con me: alcune madri non lo fanno. Ma io voglio che lei sia felice e sposi la persona che ama.

 

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