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2 agosto 2015 / miglieruolo

Sessismo a scuola

(“How sexism in schools is ‘exhausting’ young women”, di Melanie per F-Word, 1° giugno 2015, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Melanie è inglese, frequenta le superiori, è una femminista, aspira a diventare giornalista e ha una vera passione per i diritti umani e l’eguaglianza – e i gatti, ne ha cinque. Cinque, non so se questo numero rende l’idea di quanto la invidio…)

Le ragazze non sono oggetti

Ho quindici anni, sto attualmente studiando per il diploma intermedio e credo che il sessismo nelle scuole sia un’istanza enorme. L’ultima cosa che ho voglia di sentire quando entro a scuola il lunedì mattina è qualche barzelletta sullo stupro o sul “torna-in-cucina”.

Molte ragazze che apertamente sostengono il femminismo sono messe nell’angolo “feminaziste” e scansate in automatico e se durante l’ora di educazione fisica qualcuno ti vede con le gambe non depilate ti becchi subito un “Puah, sei per caso una femminista o qualcosa del genere?”

Il sessismo fra gli studenti è qualcosa che dev’essere affrontato, dev’essere trattato come qualsiasi altra forma di pregiudizio. Ma, nella mia esperienza, non lo è.

In seconda media ho avuto a che fare con un numeroso gruppo di ragazzi, a scuola, che mi indirizzavano insulti orribili e mi toccavano in modo inopportuno – adesso so che erano molestie sessuali. Quando raccolsi abbastanza coraggio per dirlo al consigliere scolastico, lui mi rispose: “A volte è così che i ragazzi flirtano, probabilmente ti stanno solo corteggiando.” Mi ha fatta sentire come se io stessi esagerando, come se avessi dovuto “stare allo scherzo”: quante altre ragazze, a scuola, sono indotte a sentirsi così?

La scuola dovrebbe essere un ambiente d’apprendimento in cui sei al sicuro, ma come possono le ragazze sentirsi al sicuro, quando “circa il 70% delle bambine e delle giovani donne fra gli 11 e i 21 anni d’età riporta molestie sessuali nell’ambito scolastico” (Girlguiding UK Report) e secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità “la scuola è lo scenario più comune per le molestie sessuali. E non è neanche che accada solo alle femmine: secondo un rapporto dell’American Association of University Women del 2013, succede anche al 40% dei maschi.

Perché gli insegnanti o i consiglieri scolastici non stanno facendo niente al proposito? Alcune mie amiche hanno denunciato le molestie sessuali che subivano a scuola solo per sentirsi dire dai consiglieri che si erano inventate tutto. “Il 61% delle bambine e ragazze fra gli 11 e i 16 anni dicono che gli insegnanti/il personale, sempre o spesso, non prendono sul serio le molestie sessuali e le definiscono canzonature o scherzi.” (Girlguiding UK Report)

C’è un’enorme pressione nelle scuole sulle ragazze, affinché si conformino alle aspettative dei ragazzi – aspettative che, a mio parere, sono formate principalmente dalla pornografia.

Durante le lezioni di PSHE (Personal, social and health education – Istruzione personale, sociale e alla salute) ci hanno detto a volte di esprimere le nostre opinioni sulla pornografia. Ciò ha condotto a larghi gruppi di discussione composti da maschi che dibattevano su quanto “schifoso” fosse il corpo non depilato di una ragazza, o del fatto che se le ragazze rifiutano di prender parte ad atti estremi in ambito sessuale sono “chiaramente frigide ed è probabile siano anche lesbiche”.

Io sono del tutto favorevole all’educazione sessuale e credo che essere in grado di discutere di pornografia sia importante, ma sembra che gli insegnanti non badino seriamente ai commenti insultanti dei ragazzi. Spesso ruotano gli occhi al cielo o sospirano, ma pare non ci sia nulla che possono fare al proposito perché i ragazzi “hanno diritto ad avere le loro opinioni”.

Abbiamo avuto lezioni in precedenza dove sono stati affrontati argomenti come l’omofobia e il razzismo, ma per il sessismo non è accaduto. Si ha la sensazione che il sessismo che circonda i giovani sia invisibile. Ma anche i ragazzi risentono dei suoi effetti. Amici maschi hanno ammesso di sentirsi sotto pressione ad agire in modo “mascolino”. Scappare, gridare o agire “come una femmina” significano che sei una “mammoletta” e i ragazzi con apparenza “femminile” o apertamente gay sono spesso marginalizzati nei gruppi dei loro pari. Questo può avere un impatto negativo sulla loro autostima e farli sentire come se non fossero “abbastanza maschi”: e il modo in cui i ragazzi dimostrano la loro mascolinità di fronte agli amici è dileggiando e molestando le ragazze.

Fare esperienza di sessismo su base giornaliera può essere spossante. Ha un effetto massiccio sul modo in cui femmine e maschi si sentono rispetto a loro stesse/i, alla loro autostima, e persino alla loro capacità di aver buoni risultati a scuola. E’ possibile che il sessismo non sia riconosciuto come un’istanza seria perché ci siamo cresciute/i dentro e abbiamo imparato ad accettarlo. Sin da quando sono piccolissimi ai maschi si insegna che è normale giocare in modo manesco e prendere in giro le femmine, e che è male “fare la femmina”.

Fortunatamente, sempre più studenti e insegnanti stanno comprendendo che la questione è reale e sempre più associazioni di volontariato, come The SAFE Project e Brook, stanno visitando le scuole per suscitare consapevolezza sugli abusi domestici e la violenza contro le donne. E’ un inizio davvero positivo e so che le loro lezioni hanno avuto un grande impatto sugli studenti.

Spero che in futuro gli insegnanti prenderanno le molestie sessuali più seriamente. Spero che la prossima persona che denuncia un caso di molestie sessuali al personale scolastico non sia umiliata o ignorata da adulti di cui dovrebbe potersi fidare, e sia trattata invece con il rispetto che merita.

 

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