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5 dicembre 2016 / miglieruolo

La sua freccia

chirone

Ferito accidentalmente da Eracle, che era suo amico, con una freccia avvelenata dal sangue dell’Idra, Chirone non può guarire e – poiché è immortale – non può porre termine alla sua sofferenza. Zeus accetterà infine che scambi la sua immortalità con Prometeo e Chirone diverrà la costellazione del Centauro.

Io non intendo l’archetipo in senso junghiano (in sintesi un terapeuta spinto a occuparsi dei suoi pazienti a causa delle sue stesse “ferite”), ma ho conosciuto (e letto di) un buon numero di persone – soprattutto donne – le quali, avendo alle spalle storie pesanti di abusi e violenze, trasformano le loro esperienze in attivismo, anche solo e semplicemente “relazionale” risolvendo dispute familiari o essendo di immenso sostegno a parenti e amici.

Di solito sono persone dotate di intuito e sensibilità non comuni (tratti che possono essere caratteriali o sviluppati come strategie di sopravvivenza), e nonostante siano spesso considerate “diverse”, capri espiatori o le pecore nere nei gruppi di cui fanno parte, la loro empatia umana è profonda: sono abilissime nell’aiutare altri esseri umani a volgere il dolore fisico o emotivo in un processo di guarigione.

Ascoltano davvero le storie che raccontate loro. La vostra sofferenza le colpisce direttamente. Infondono in voi energia e speranza. Desiderano che la vostra vita sia per voi un dono di crescita evolutiva da godere ogni singolo giorno. In qualche modo, percepiscono la loro esistenza come “servizio” al resto dell’umanità e persino le loro professioni sono sovente dirette in tal senso: riparano corpi, spiriti, oggetti, situazioni.

Voi potreste avere la sensazione che queste persone stiano controllando tutto quel che fanno alla perfezione, che nessun aiuto o conforto serva loro e, infine, darle per scontate. E’ possibile persino che esse consapevolmente proiettino tale immagine di solida e invulnerabile autosufficienza – e che in qualche misura la credano reale. Ma la guaritrice ferita (o il guaritore ferito) è un essere umano che come ognuno/a dei suoi simili ha bisogno di ricevere, oltre che di dare.

Questa persona ha costruito molto di quel che è ora su enormi cicatrici e alcune, se sfiorate, sanguinano ancora; può rivolgere contro di sé il dolore che percepisce intorno in comportamenti autodistruttivi; può negarsi riposo, pausa, gioie, soddisfazioni pur dando o consigliando tutto questo ad altri.

Perciò, se vi siete riconosciute/i nella descrizione, o se avete riconosciuto una donna o un uomo a voi vicini… non vampirizzatevi e non vampirizzate costoro. Sorprendeteli e sorprendete voi stessi con l’affetto e la cura e l’apprezzamento e il sostegno.

Per mettere veramente a frutto la sua saggezza, la centaura – o il centauro – deve anche poter tirare la sua freccia alle stelle. La sua, per il suo piacere e il suo orgoglio e la sua abilità. Per la sua vittoria: la merita.

Maria G. Di Rienzo

disegno-di-corey-egbert

 

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