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3 settembre 2019 / miglieruolo

Non così

Lunanuvola's Blog

1° settembre 2019 – “Milano, uccide la moglie a coltellate dopo anni di violenze: l’aveva già aggredita con la benzina”.

La copertura di Repubblica è breve – e scritta male, ma questo ormai è scontato – la riporto integralmente: “L’omicidio di Adriana Signorelli, 59 anni, trovata uccisa a coltellate nella sua casa all’ottavo piano di un palazzo popolare in via San Giacono, alla periferia di Milano, per il cui omicidio è stato fermato il marito, Aurelio Galluccio, 65 anni, è arrivato dopo una serie inenarrabile di violenze subite da lei e dai suoi famigliari durata anni. Galluccio è stato subito arrestato per tentato omicidio per aver cercato di investire gli agenti della Volante che erano intervenuti sul posto, ma gli investigatori della Squadra Mobile hanno lavorato per acquisire elementi che lo riconducessero con certezza al femminicidio.”

Si tratta di uno solo degli episodi di violenza contro le donne in cronaca…

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3 settembre 2019 / miglieruolo

Riguarda la vita

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“Una fissazione culturale sulla magrezza femminile non è un’ossessione per la bellezza femminile, ma un’ossessione per l’obbedienza femminile.”, Naomi Wolf – “Il mito della bellezza”.

katie

Lo spiega bene la londinese Katie Greenall (in immagine) con il suo ultimo lavoro teatrale “Fatty Fat Fat”, di recente messo in scena con grande successo al Fringe Festival di Edimburgo, il più grande festival delle arti al mondo. Oltre che commediografa Katie è poeta, attrice, narratrice e facilitatrice: usa il teatro con gruppi di giovani quale attrezzo per affrontare le questioni che loro interessano (tematiche lgbt, arte, razzismo, multiculturalismo ecc.).

La performance citata basa tutta sulle sue spalle: è un one woman show dove l’Autrice ricrea con l’aiuto del pubblico ciò che vive quotidianamente come persona non conforme agli standard di “bellezza” femminile ed è potente, orgoglioso, profondamente commovente e divertente al tempo stesso, nonché un chiaro pronunciamento politico.

Katie ha spiegato alla…

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3 settembre 2019 / miglieruolo

Il piccolo Yeti

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Le immagini che vedete appartengono a un cartone animato, “Abominable” (“Abominevole”) – in italiano sarà “Il piccolo Yeti” – che uscirà nei cinema americani a fine settembre e da noi in ottobre.

La protagonista principale è Yi, una ragazzina indipendente, coraggiosa e determinata che quando trova un piccolo Yeti sul tetto del suo condominio a Shangai decide di intraprendere un epico viaggio per fare in modo che il cucciolo si riunisca alla sua famiglia.

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Yi e i suoi amici Jin e Peng, che gli hanno dato il nome di “Everest”, devono condurlo al punto più alto della Terra mentre tentano di sfuggire alla caccia di Burnish, un ricco uomo assolutamente intenzionato ad avere uno Yeti come trastullo, e della zoologa Zara – da cui, come appare nei trailer, “Everest” era stato in precedenza catturato riuscendo poi a scappare. Yi, il cui motto inciso nel ricordo del padre scomparso è più…

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3 settembre 2019 / miglieruolo

Che barba

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currano

La fotografia ritrae la dott. Ellen Currano, docente associata di paleobotanica (studio dei resti fossili vegetali) all’Università del Wyoming. Il suo abbigliamento è quello del lavoro sul campo, ma in effetti Ellen ha qui dotato il suo equipaggiamento di un accessorio nuovo: la barba.

Il fatto è che la scienziata, nonostante faccia le identiche cose dei suoi colleghi di sesso maschile, ottiene da sempre ascolto zero. La sua pazienza è giunta al limite quando uno di questi colleghi è stato accreditato e lodato per le idee che lei aveva espresso pochi minuti prima. Ovviamente la dott. Currano non è la sola donna a sperimentare di continuo situazioni simili nell’ambito scientifico e a quel punto ha deciso che avrebbe tentato di darne conto all’esterno di esso.

“Confidò all’amica regista Lexi Jamieson Marsh – scrivono Kate Ryan e Belinda Goldsmith per Thomson Reuters Foundation – di essere stanca di sentirsi invisibile e…

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3 settembre 2019 / miglieruolo

Il villaggio delle vigili del fuoco

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(“No Boys Have Been Born In This Polish Village For Over A Decade”, di Francesca Volpe per Bust, agosto 2019. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

all girls - foto di Kasia Strek

Quando un piccolo villaggio in Polonia ha inviato una squadra di sole ragazze alla gara regionale per giovani vigili del fuoco volontari, l’assenza dei ragazzi ha attratto l’attenzione dei media polacchi. Da allora, scienziati e troupe televisive sono sciamati a Miejsce Odrzanskie cercando risposte al perché nessun bimbo maschio sia nato nel villaggio da oltre 10 anni, come riporta il New York Times (Ndt.: le immagini di questo articolo sono particolari di quelle pubblicate sul NYT).

Miejsce Odrzanskie, una comunità agricola, si situa sul bordo della più piccola e meno popolata provincia della Polonia. Le ragioni per l’inusuale divario di genere nella popolazione restano ignote, mentre molti residenti considerano una semplice coincidenza la nascita di 12 bimbe dopo l’ultima nascita di…

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3 settembre 2019 / miglieruolo

Effetti del sessismo

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Sui quotidiani, data odierna: “La maglietta shock del vicesindaco: “Se non puoi sedurla, puoi sedarla”. La Lega: “Non è nostro iscritto, è di Fdi”. Loris Corradi, esponente del partito di Giorgia Meloni, ha esibito la scritta sul palco della festa del paese, vicino a Verona. (Nda: Roverè) È il momento delle estrazioni per la lotteria, Loris Corradi si presenta sul palco con un maglietta rossa che ha sul davanti la scritta: “se non puoi sedurla…”. È la presentatrice della serata a svelare che sulla schiena la frase continua con “… puoi sedarla”.”

buffone

Diversi giornali, a rinforzo preventivo di quella che sarà l’ovvia risposta alle polemiche già in corso (“Era uno scherzo”, “Siete senza senso dell’umorismo” ecc.) sottolineano già negli incipit che “il pubblico” si sarebbe divertito – i distanti per area sociopolitica definiscono la reazione degli astanti “risatine”, i simpatizzanti belle e rotonde “risate” indice di pieno consenso.

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3 settembre 2019 / miglieruolo

Arte per strada

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Women's Work

Una mostra completamente gratuita e pubblica, da osservare mentre si passeggia in città sino a dicembre prossimo, che onora i talenti delle donne artiste ed è organizzata da un’associazione pure di artiste che si chiama BAM! (in effetti fanno un bel colpo con l’acronimo, le “Matriarche dell’Arte di Brisbane”)… è Women’s Work – Lavoro di Donne e come avete capito si trova a Brisbane in Australia. La municipalità sponsorizza assieme all’Università Griffith e alla locale agenzia per l’arte di strada: quando una cosa del genere accadrà in Italia venite a stappare una bottiglia da me.

Una delle organizzatrici, la “matriarca” Rae Cooper ha spiegato alla stampa che “Uno dei nostri scopi principali era utilizzare questa piattaforma per creare opportunità dirette alle artiste e alle disegnatrici della nostra comunità. C’è un gruppo strabiliante di creative piene di talento a Brisbane. E’ una benedizione poter condividere il loro lavoro con la città.”

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