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20 maggio 2018 / miglieruolo

Siamo vive, proprio qui

Lunanuvola's Blog

feminism reboot

Il breve documentario che potete vedere (con sottotitoli in inglese) seguendo questo link

https://www.koreaexpose.com/documentary-feminism-reboot-south-korea/

o cercandolo su YouTube, è stato realizzato dalla rivista “Korea Exposé” in occasione del secondo anniversario di un femicidio accaduto a un’uscita di metropolitana nel quartiere di Gangnam a Seul, in Corea del Sud. L’omicida assassinò una donna che non conosceva, scelta a caso, perché come dichiarò al processo lui odiava tutte le donne indistintamente. Ma guai a parlare di misoginia e del clima culturale che nel paese la favorisce, in tribunale o fuori: il tizio fu rubricato come malato di mente e tutto avrebbe dovuto finire lì.

La reazione delle donne, però, fu quella di un consistente “riavvio” o “nuova edizione” del femminismo – il documentario ha esattamente questo titolo, con l’aggiunta della frase “Siamo vive, proprio qui” – che ha comportato manifestazioni, azioni legali, creazione di circoli femminili, la massiccia e travolgente adesione alla…

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19 maggio 2018 / miglieruolo

Comfort

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(tratto dal saggio: “Whose Story (and Country) Is This?”, di Rebecca Solnit, aprile 2018, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Rebecca è una storica e un’attivista, nonché l’autrice di venti libri che spaziano dalla geografia all’arte al femminismo, e collabora con diverse riviste.)

rebecca solnit

(Rebecca Solnit, foto di David Butow)

Il comune denominatore di così tante narrazioni culturali strane e problematiche che incontriamo è una serie di presupposti su chi conta, su di chi è la storia, su chi merita la compassione e le coccole e la presunzione di innocenza, i guanti in pelle e il tappeto rosso e, in definitiva, il regno, il potere e la gloria. Voi sapete già di chi si tratta. Sono le persone bianche in generale e in particolare gli uomini bianchi protestanti, alcuni dei quali apparentemente sgomenti dall’aver scoperto che – come la mamma potrebbe aver già detto loro – esiste la condivisione. La…

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18 maggio 2018 / miglieruolo

Tecnicamente non bella

Lunanuvola's Blog

tracey thorn

Tracey Thorn (in immagine), nata nel 1962, è una musicista, cantautrice e scrittrice inglese. Ex membro del duo “Everything But The Girl”, è una solista dal 2000 e tiene una rubrica per The New Statesman dal 2014.

Nello scorso aprile avrebbe voluto rispondere alla richiesta “descrivi te stessa come farebbe un autore maschio” (1): “C’erano migliaia di risposte esilaranti (ndt.: su Twitter), con donne che immaginavano quanto male sarebbero state descritte. Ho pensato di mandare un mio esempio, ma poi ho capito che non avevo bisogno di immaginare questa cosa: sono stata descritta da giornalisti maschi per più di 35 anni.”

Come? Così:

“Non convenzionalmente carina Thorn tuttavia, in qualche modo, riesce a essere curiosamente attraente.”

“La sua faccia può non essere tecnicamente bella, ma ha una risata affascinante.”

“La sua intelligenza brilla attraverso le sue fattezze bizzarre.”

A volte, spiega Tracey, ad essere irritante non è…

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18 maggio 2018 / miglieruolo

Il cuore del femminismo

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mary wollstonecraft

Mary Wollstonecraft (1759-1797), l’autrice di “A Vindication of the Rights of Woman – Una Rivendicazione dei Diritti della Donna”, avrà finalmente una statua in quel di Londra a Newington Green, luogo noto come “la culla del femminismo” proprio perché Mary veniva da là.

C’è voluta una campagna – “Mary on the Green” o “Mary sul prato / nel parco” – per ottenere il monumento commemorativo della filosofa e scrittrice (che fu anche madre di tre figlie, fra cui quella Mary Shelley autrice di “Frankenstein”, e morì pochi giorni dopo aver partorito la terzogenita).

Il concorso per la realizzazione dell’opera è stato vinto con voto unanime dalla pittrice / scultrice Maggi Hambling (nata nel 1945), prestigiosa e premiata quanto giudicata “controversa”: due delle sue statue più famose sono quella di Oscar Wilde – sta in Adelaide Street vicino a Trafalgar Square raffigurato mentre ride e fuma, il che fu considerato scandaloso…

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14 maggio 2018 / miglieruolo

Tui

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“Sono cresciuta sotto la mia materna montagna ancestrale, Tararua, e ho passato gran parte dell’infanzia esplorando i nostri fiumi, le nostre spiagge e le nostre foreste. Mi è stato dato il nome Tui perché quando sono nata il “tui”, un uccello che pianta piccoli semi nella foresta, si stava estinguendo. Questo, io credo, non è stato solo un indicatore culturale rispetto al mio ambiente, ma mi ha messa sul sentiero del proteggere la Terra e del promuovere il vivere in armonia con essa.”

Tui Shortland

Tui Shortland (in immagine) vive a Aotearoa in Nuova Zelanda.

Fedele alla chiamata del suo nome, fa parte del Forum Indigeno sulla Biodiversità; è riconosciuta dalle Nazioni Unite come rappresentante regionale per il Pacifico su sviluppo eco-sostenibile e biodiversità, si concentra sull’uso tradizionale di quest’ultima come direttrice di varie associazioni indigene (fa ad esempio incontrare e lavorare insieme scienziati/e e popolazioni indigene usando la medicina tradizionale Maori…

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13 maggio 2018 / miglieruolo

Ogni singolo atto di gentilezza

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(tratto da: “A Mother’s Day Tribute From a Former Foster Child”, di Jessica Stern per Richmond Mom, 12 maggio 2018, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Jessica, sposata e madre di un bambino, è la co-fondatrice di “Connect Our Kids” un’ong non-profit che aiuta i bambini in affido a trovare famiglie permanenti.)

mothers

Mia madre morì di cancro al seno quando avevo 10 anni. Anche se mi aveva insegnato con successo molte cose prima di andarsene, c’era ancora un enorme “lavoro da madre” da fare. Mio padre era un uomo affettuoso, ma vivevamo in povertà. Una settimana dopo il funerale di mia madre, fui trasferita in una famiglia affidataria sino a che mio padre non fu in grado di concepire un piano per muoversi in avanti.

I miei genitori affidatari erano amabili, tuttavia io non ho completamente compreso il loro incredibile ruolo sino all’età adulta. La mia madre affidataria ci…

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11 maggio 2018 / miglieruolo

L’Ancella, seconda stagione

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(tratto da: “The Relentless Torture of The Handmaid’s Tale”, di Lisa Miller per The Cut, 2 maggio 2018, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

La seconda stagione de “Il Racconto dell’Ancella” è appena cominciata, pure ogni nuovo episodio porta con sé nuovo terrore. Ho pensato che forse ero solo traumatizzata dal primo episodio, in cui le nostre protagoniste preferite sono inesorabilmente torturate – colpite da scariche elettriche tramite pungoli per bestiame, prese a calci, minacciate con cani, incatenate a una stufa a gas e ustionate, lasciate vive sulla forca ma coperte di urina – fino a che ho sopportato l’episodio numero due.

Là mi sono imbattuta, all’interno di un paesaggio dalla luce dorata che evoca il profondo sud, in una vasta marea di donne schiave, a stento in vita, costrette a scavare in rifiuti tossici sino a che muoiono. Durante una scena di agghiacciante tortura psicologica il sottile, fastidioso…

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