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5 luglio 2019 / miglieruolo

Fateli scendere

Lunanuvola's Blog

FORZA

Non permettere loro di dirti che il tuo dolore dovrebbe essere confinato al passato, che non riveste alcuna importanza nel presente. Il tuo dolore è parte di chi tu sei.

Loro non sanno quanto forte ciò ti rende.

(“Strenght”, di Lang Leav, scrittrice e poeta contemporanea. Lang è nata in cui campo profughi thailandese: la sua famiglia fuggiva dalla Cambogia e nello specifico dagli khmer rossi. E’ cresciuta in Australia e oggi vive in Nuova Zelanda.)

capitana

Carola Rackete, capitana della Sea Watch. La sua biografia professionale e da attivista è lunghissima nonostante la sua giovane età: ha frequentato tre università, è laureata in conservazione ambientale, parla cinque lingue, ha lavorato per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi e per Greenpeace ecc.

A sentire i nostri poco letterati ma ostinatamente feroci politici è “una sbruffoncella che fa politica sulla pelle degli immigrati” (Salvini, che forse si stava guardando allo specchio)…

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5 luglio 2019 / miglieruolo

Cos’è che ti piace?

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(“The Startling Rise of Choking During Sex”, di Olga Khazan per The Atlantic, 24 giugno 2019, trad. Maria G. Di Rienzo.)

Ci sono un mucchio di emozioni comunemente associate al sesso: amore, felicità, eccitazione, forse anche rilassamento. Ma per molte donne, una sensazione sessuale che salta in mente è più oscura: la paura.

In uno studio recente Debby Herbenick, docente e ricercatrice sul sesso alla Scuola di Salute Pubblica dell’Università dell’Indiana, ha rilevato che circa un quarto delle donne adulte negli Usa si sono sentite spaventate durante il sesso. Su 347 soggetti, 23 hanno descritto il sentirsi impaurite perché il loro partner aveva tentato inaspettatamente di soffocarle. Per esempio, una 44enne ha scritto di come il suo compagno avesse “messo le sue mani sulla mia gola in modo che a stento riuscivo a respirare”.

Il sesso può comportare del soffocamento consensuale, ma non è questo il caso, come Herbenick ha…

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5 luglio 2019 / miglieruolo

Scenario

Lunanuvola's Blog

La vulgata fornisce più o meno questo scenario: c’è una bellissima fanciulla, maggiorenne vaccinata e diplomata, che davanti allo specchio si interroga sul proprio futuro. Ha svariati scenari a disposizione: laurearsi e poi conseguire un dottorato di ricerca; andare in tour mondiale con una compagnia teatrale; entrare in una compagnia di danza classica come prima ballerina; lavorare nel settore artistico/creativo di una grande azienda produttrice di tessuti; accettare l’offerta di una squadra professionista di pallacanestro; fare / consegnare pizze nel ristorante della zia; lavorare come inserviente in un asilo nido… aggiungeteci quel che vi pare.

La ragazza si guarda attentamente, sospira (perché le donne sospirano di default in prossimità di specchi, giusto?) e dice “No, studiare è stancante, mandare a memoria tutte le battute di una commedia pure, “Giselle” non la faccio più perché mi annoia, in azienda avrei poche ferie, giocare a pallacanestro mi mette a rischio infortuni, vicino…

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5 luglio 2019 / miglieruolo

Il futuro della sicurezza

Lunanuvola's Blog

“State per leggere le voci inascoltate e le potenti prospettive che servono a dare luogo a vera sicurezza globale. Quando così tanta della popolazione mondiale non può realizzare il proprio potenziale a causa della violenza, della povertà, della cattiva salute e dell’esclusione dal potere e dal processo decisionale, non ci sarà mai vera pace ne’ sicurezza duratura. La soluzione può essere trovata solo ascoltando coloro che portano il peso di queste minacce e agendo secondo le loro raccomandazioni. Le seguenti intuizioni vengono da donne di oltre sessanta paesi. Alcune di loro, come quelle che si trovano in Camerun, sono nel mezzo di un conflitto attivo. Altre, come quelle che si trovano nelle Filippine, stanno facendo esperienza delle minacce immediate del cambiamento climatico. Ancora di più, come in India, Nepal, Nigeria e Stati Uniti ecc., sono quelle che affrontano le minacce giornaliere delle molestie, delle aggressioni e delle limitazioni loro poste…

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5 luglio 2019 / miglieruolo

Non mi sta bene

Lunanuvola's Blog

La storia è una di quelle che è facile rubricare come insignificante: 1) notte del 26 giugno scorso, proteste al porto di Civitavecchia per il ritardo sull’orario di imbarco per Tunisi; 2) un viaggiatore in attesa, tunisino, si oppone alla richiesta della polizia di spostare la propria automobile in fila per far passare un camion; 3) spinte, strattoni, scambio di insulti fra più persone; 4) tre tunisini arrestati e poi condannati per direttissima per resistenza a pubblico ufficiale.

Il video che riprende l’accaduto parte dal punto 3. Si vede un poliziotto spingere violentemente un uomo contro la fiancata di un’auto e costui rispondere a sua volta con una spinta. Nella confusione seguente, è possibile scorgere un poliziotto che schiaffeggia un uomo e poi estrae la pistola minacciando di sparare, ma a causa del movimento di altri corpi nella finestra del video non è chiaro se si tratti dei primi due.

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5 luglio 2019 / miglieruolo

Pubblicità

Lunanuvola's Blog

“Chi prenderà posizione e parlerà per le mie sorelle che sono morte, perché i loro stupratori a pagamento le hanno picchiate troppo forte? Chi prenderà posizione e parlerà per le mie sorelle che sono morte perché la fantasia dei loro stupratori a pagamento era strozzarle mentre le scopavano?

Chi parlerà per le mie sorelle che hanno perso la capacità di dare la vita perché stupratori a pagamento hanno infilato bottiglie, cetrioli, carote, vibratori stupidamente enormi, tacchi di scarpe, manganelli e quant’altro sono riusciti ad architettare con menti distorte, così a fondo e così violentemente nelle loro vagine da danneggiarne il sistema riproduttivo in modo irreparabile?

Chi parlerà per le mie sorelle che non ce l’hanno più fatta a sopportare e hanno scelto l’unica via d’uscita: il suicidio? Chi parlerà per i bambini innocenti che hanno perso le loro madri? Chi parlerà per le mie sorelle che sono così smarrite sulle…

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5 luglio 2019 / miglieruolo

Non-donne

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Le donne sono ridotte al silenzio da uomini violenti, che abusano di loro e le manipolano sino a che sono troppo spaventate o troppo in preda alla vergogna per raccontare le proprie storie.

Sono ridotte al silenzio da “amici” e familiari e partner, che preferiscono il conforto superficiale di bugie continuate alla verità – che pur essendo sempre liberatoria spesso è tagliente, spinosa, fa male, svela complicità, chiede prese di posizione e conseguente impegno: troppa fatica, per chi dice di amarle.

Sono ridotte al silenzio da operatori della sanità, da membri delle forze dell’ordine, da giudici patriarcali tramite il travisamento e l’interpretazione della loro situazione in stereotipi sessisti e perciò umiliate e soggette a controllo.

Sono ridotte al silenzio da una società che giudica la violenza maschile, allo stesso tempo, inevitabile e colpa delle donne.

Sono ridotte al silenzio da decisioni politiche su welfare e allocazioni di risorse, dalla…

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